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    L'UNIVERSO: TERRA, ESSERI VIVENTI, INFINITE MAGIE NATURALI (IMMORTALI)

    - CAPITOLO 6 -



    Prima parte



    Come è nato l'universo?

    Nebulosa planetaria :
    Poiché oggi riteniamo che l'universo sia in espansione, possiamo andare a ritroso nel tempo di circa 15 miliardi di anni e immaginare tutte le galassie concentrate in una piccola sfera gassosa. Continuando a ridursi, questo gas si riscalda sempre maggiormente, assumendo prima una colorazione rossa, poi gialla, e infine bianco-bluastra.
    In queste condizioni, tutto lo spazio esistente è come una intensissima stella luminosa.
    A questa temperatura i nuclei degli atomi di deuterio, litio ed elio si spaccano e compaiono gli elettroni e i positroni.
    Continuando ad immaginare questa compressione continua, compaiono dunque i neutroni, i protoni e altre particelle pesanti. A questo punto il calore è inimmaginabile.
    Tutto l'universo si trasforma in quark e leptoni.
    Le forze presenti in natura - le forze nucleari forti e deboli, la gravità e quella elettromagnetica - si fondono in una sola, l'energia sviluppata è incredibilmente enorme. Si è così arrivati, a ritroso nel tempo, all'istante del big-bang, alla nascita dell'universo, del tempo, dello spazio e della gravità.
    Non è facile immaginare cosa ci fosse prima dell'esplosione, sappiamo però che da quell'istante è cominciata la storia e l'evoluzione dell'universo come lo conosciamo.
    Durante la sua continua espansione, ha dato vita a stelle, pianeti e galassie.
    Anche se la maggior parte dei cosmologi abbracciano la teoria del big-bang, c'è anche chi è critico verso questa spiegazione.
    Tra le teorie alternative c'è per esempio quella dello steady state, cioè dello stato stazionario di un universo sempre in espansione ma senza inizio né fine, il che presupporrebbe continue immissioni di nuova materia. Questa ipotesi è stata del resto suffragata da una formulazione matematica che non viola la legge sulla conservazione della materia e dell'energia.
    Il moto rotatorio della Terra deriva dal movimento di accrezione con cui si sono formati i pianeti a partire dalla polvere cosmica (un po' di annetti fa).
    Adesso questa energia cinetica non è eterna e col tempo andra' esaurendosi e la Terra si fermera' (prove scientifiche dimostrano che la durata del giorno ''terrestre'' va diminuendo col tempo).
    Nel sistema solare ci sono oggetti che ruotano in senso orario, cioè opposto al senso di rotazione della Terra.

    LA TEORIA DEI BUCHI NERI: Il pianeta Terra ha una densità media di circa 5 grammi per cemtimetro cubo, una Stella come il Sole ha una densità media molto inferiore, però ha una forza di gravità enormente maggiore.
    In linea teorica l'idrogeno che forma una stella dovrebbe essere attratto dall'immensa forza di gravità della stella, quindi diventare ultra denso fino ad assumere uno stato definito "metallico", in realtà l'enorme pressione e l'enorme temperature a cui è sottoposto l'idrogeno della stella man mano che si ci avvicina al centro della stella innescano un processo di "fusione nucleare" che trasforma l'idrogeno in elio, questa trasformazione rende le stelle ciò che vediamo ...delle immense centrali a fusione nucleare.
    Il processo di fusione nuclerare ha un'altro compito....impedisce agli strati superficiali della stella di precipitare verso il suo centro.
    Però anche le stelle muoiono, quando hanno esaurito tutto l'idrogeno non hanno più la forza di impedire che gli strati estermi collassino sul centro della stella, a questo punto possono accadere diverse cose in base al tipo di stella ....non sono tutte uguali.
    Se la massa di una stella è minore di circa tre volte la massa del Sole, la stella in contrazione si stabilizzerà a un diametro minore, quando l'attrazione gravitazionale diretta verso l'interno non potrà più costringere le particelle che costituiscono la stella ad avvicinarsi ulteriormente l'una all'altra, in questo caso gli elettroni che compongono gli atomi della stella spinti dall'immensa pressione collassano sul nucleo dell'atomo e la stella diventa una "nana bianca o stella di neutroni".
    Una stella di neutroni ha una densità teorica di migliaia di tonnellate per centimetro cubo (la terra ha una densità di 5 grammi... ricordi??).
    Ma se la massa della stella è maggiore di circa 3 masse solari, la teoria prevede che la forza diretta verso l'esterno, per quanto grande essa possa essere, non riuscirà a evitare la schiacciante compressione gravitazionale, e la stella imploderà, scomparendo per sempre dalla vista e dando origine ad un buco nero.
    Vicino a un buco nero, il campo gravitazionale è di gran lunga più forte di quanto sarebbe previsto dalla teoria newtoniana.
    Un uomo che fosse risucchiato in un buco nero avente una massa pari a quella del Sole sarebbe fatto a pezzi dalla forza gravitazionale differenziale agente lungo il suo corpo molto tempo prima di avere raggiunto l'orizzonte del buco nero, la gravità del buco nero sarebbe talmente elevata che i piedi dell'uomo raggiungerebbero il centro del buco nero quando la sua testa deve ancora superare quello che viene chiamato "l'orizzonte degli eventi"...in parole povere verrebbe stirato come una fettuccina......
    Dopo che l'orizzonte del buco si è formato, non si possono più ricevere informazioni sul destino ultimo della stella collassata che racchiude al suo interno.
    I calcoli del collasso (supposto sferico) indicano che la stella è compressa fino a volume zero e densità infinita nel centro del buco nero, in cui forma un punto di forza gravitazionale infinita chiamato singolarità.

    L'ENERGIA: Cos’è l’energia?
    Tutti ne parliamo, tutti la “sentiamo” e la “avvertiamo”… ma sappiamo veramente cosa sia ?
    Abbiamo la netta impressione che questo termine sia terribilmente inflazionato, ma che ben poche persone sappiano veramente di cosa stiano parlando.
    Per parlare, dunque, di energia, dobbiamo accostarci alla cultura orientale.
    Già cinquemila anni prima di Cristo i Cinesi parlavano di due forme di energia: una proveniente dal cosmo - il prana - e l’altra emanata dalla Terra.
    Secondo l'antico pensiero cinese l’Universo è simile ad un tessuto infinito che si svolge nel tempo e nello spazio.
    È un grande fiume in fluire nel quale gli esseri viventi e tutte le cose passano e scorrono in un incessante movimento; dalla vita alla morte, dall’essere al non essere, in un’ineluttabile alternanza senza fine.
    È un principio indifferenziato che comprende, contiene e compenetra contemporaneamente tutti i fenomeni; è un’armonia regolatrice che possiede in se stessa l’essenza del movimento, della trasformazione e della vita.
    Questo principio di tutte le cose animate ed inanimate, questa energia primaria, prende il nome di “TAO” e prende forma manifestandosi - e generando un modello polare: il cielo e la terra… ma attenzione!
    Non bipolare, in quanto il principio è unico.
    Dall’unione, dall’incontro di queste due energie (Cielo - Yang e terra - yin), dall’unione delle energie cosmiche con le energie nutritive terrestri, appare sulla Terra l’uomo: essere altamente evoluto che allo stesso tempo è parte costituente e mediatore del principio binario Yang yin.
    L’uomo, inoltre, poggiando i piedi sulla terra ed allo stesso tempo avendo il capo rivolto al cosmo non solo è un mediatore, ma rappresenta e racchiude nel proprio corpo il principio del quale diviene il principale punto di unione e di riferimento.
    Nasce, in questo modo, il principio ternario cielo - uomo - Terra.
    L’uomo, in quanto dipendente in maniera inscindibile dall’ambiente che lo circonda, per la propria sopravvivenza deve riflettere e condividereAN> fedelmente i ritmi della natura e i ritmi di tutti gli altri esseri viventi.
    In questa maniera, è in stato di veglia durante il giorno (attivo) mentre dorme e riposa (passivo) durante la notte; lavora i campi nella stagione calda e riposa in inverno sintonizzando il proprio comportamento con i ritmi della natura che lo circonda.
    Nel tempo questi cicli sono diventati oggetto di studio o base per credenze religiose presso alcuni popoli.
    L’osservazione della vita contadina ha suggerito ai Cinesi l’idea che i naturali cicli dell’ambiente che ci circonda - il macrocosmo si ripetano nell’organismo dell’uomo e che, quindi, possa essere ritenuto un microcosmo: un piccolo universo in miniatura, somigliante e simile in tutto e per tutto all’universo infinito.
    Tutti i ritmi del cosmo - e quindi dell’uomo, che li riflette hanno una pulsazione che si può suddividere in quattro parti.
    Le quattro stagioni dell’anno, ad esempio, si possono suddividere nelle quattro parti del giorno: la primavera al mattino, l’estate al mezzogiorno, l’autunno alla sera e l’inverno alla notte.
    Mettendo da parte, per un istante, i tempi intermedi (e quindi di passaggio); di primavera - mattino e di autunno - sera, possiamo trovarci dinanzi ad un tempo binario: un’alternanza tra giorno e notte, estate e inverno; si viene dunque a creare un generale ritmo cadenzato di “azione – riposo” al quale, così come tutti gli altri esseri viventi, ubbidisce anche l’uomo.
    E nell’uomo stesso - meraviglioso microcosmo - ritroviamo gli stessi ritmi cadenzati e armonici quali il ciclo respiratorio (inspirazione ed espirazione), il ciclo cardiaco (sistole e diastole), le fasi di riempimento e svuotamento di vari organi (intestini e reni).
    Anche la più piccola cellula riflette, nel proprio metabolismo, questo ritmo (anabolismo e catabolismo.
    Per riuscire a dare un’immagine a questa dualità, a questa alternanza, la filosofia cinese ha elaborato il “sistema yin - yang”.
    Sono termini abbastanza generici che simbolizzano rispettivamente l’inerzia (yin) e l’azione (yang).
    Lo “yin - yang” rappresenta i due lati opposti e complementari di ogni cosa esistente nell’Universo.
    In questo modo, si possono attribuire a questo binomio moltissime qualità.
    Mentre lo yang è l’essenza dell’estate, del giorno, della luce, del calore, dell’esteriorità e dell’uomo, lo yin rappresenta l’essenza dell’inverno, della notte, dell’oscurità, del freddo, dell’interiorità e delle donne.
    A questo punto, possiamo affermare che yin e yang sono l’espressione della polarità di due forze contrarie: la forza centrifuga, attiva ed espansiva yang e la forza centripeta, passiva, di contrazione yin.
    Nel Cosmo, queste due forze si manifestano secondo un ritmo regolare e successivo che va dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.
    Quando yin e yang si succedono come principi opposti ed alternati, rappresentano un dinamismo binario.
    Quando sono entrambi presenti con la mediazione di un termine intermedio l'uomo si crea una struttura ternaria.
    Ma perché l’uomo vibra in risonanza con il Cosmo ?
    Perché l'uomo è un insieme d'energia.
    L'uomo è il risultato di un insieme di canali energetici e di centri energetici che vibrano in sintonia con tutto ciò che li circonda come la luce, i colori, i suoni, l'Universo.
    Perché l'uomo, come parte integrante dell'Universo, attinge a quell'immenso oceano di Energia Cosmica divenendo egli stesso mediatore e protagonista di quello scambio energetico eterno e immutabile che è all'origine della vita.
    E' per questo, che nei secoli si è andata definendo quella che oggi si chiama "Pranoterapia": un discorso sul prana inteso come Energia Universale. (Sito di proprietà della società R.P.C.T. S.r.l. con sede legale a Roma a Piazza Filattiera, 48.
    - Tutti i diritti riservati.
    Tutela dei dati personali – Disclaimer.)

    MISURARE IL TEMPO: Cos’è il tempo ?
    "Se nessuno me lo chiede, lo so. Se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so".
    Con queste parole delle Confessionei di Sant’Agostino è iniziata la speculazione moderna sul concetto di tempo.
    Per quanto esistono mezzi per misurarlo il tempo è qualcosa di sfuggente.
    Dividiamo il tempo in passato, presente e futuro ma se ci pensiamo bene il presente è composto di attimi, attimi di cui prendiamo conscienza una volta trascorsi.
    Da questa visione si può affermare che il presente non esiste.
    Misurare il tempo ci sembra una cosa naturale eppure si tratta di una cosa tutt'altra che naturale basata o imposta da una certa visione del mondo.
    Il tempo si è ridotto, infatti....non esistono più le mezze stagioni.

    Cosa si intende per 'il tempo dura meno' ?
    La nozione di tempo, di un tempo che come un fiume scorre senza sosta e inesorabilmente dal giorno della nascita a quello della morte, forse è sempre esistita nella mente dell'uomo, ma l'esigenza di misurarne la durata deve essere sorta in un momento successivo e cioè solo quando, dopo essersi organizzato in gruppi, l’uomo sentì la necessità di ripartire la giornata tra il periodo da riservare al lavoro e quello da dedicare alle cerimonie religiose e al riposo.
    L'uomo, allora, si deve essere guardato intorno alla ricerca di qualche fenomeno naturale che, evolvendo in modo ritmico ed uniforme, potesse essere utilizzato come indicatore del tempo che passa.
    E' noto che qualsiasi evento che si ripeta con regolarità nel corso di lunghi periodi, o qualsiasi meccanismo naturale o artificiale che si muova di moto uniforme, può essere utilizzato per misurare lo scorrere del tempo: potrebbe andar bene allo scopo, ad esempio, l'oscillare di un pendolo, il sorgere e il tramontare periodico del Sole, il defluire dell'acqua entro una clessidra, o il semplice battito del cuore.
    Ora, fra tutti i fenomeni naturali, con i quali l’uomo primitivo era quotidianamente a contatto, il moto regolare della volta celeste sembrava essere il più evidente indicatore dello scorrere del tempo. Ancora oggi infatti accade che quando una persona si abitua a non portare l'orologio al polso, il modo più naturale e spontaneo per sapere l'ora, sia quello di guardare il cielo.
    Il moto degli astri, e del Sole in particolare, deve aver quindi rappresentato per l'uomo primitivo una specie di orologio naturale sempre disponibile e della cui immutabilità poteva essere certo.
    Da questo orologio era possibile trarre, in modo diretto, un'unità di misura del tempo: essa, senza dubbio, all'inizio, fu il «giorno», un lasso di tempo che oggi possiamo definire in due modi diversi a seconda del punto di riferimento che si adotta per misurarlo. Vediamo allora come si può fare per determinarne la durata.

    IL GIORNO SIDEREO E IL GIORNO SOLARE: Se in una notte serena si guarda in alto in cielo, verso nord, per un tempo sufficientemente lungo, ci si accorge che le stelle si muovono, tutte insieme, intorno ad un punto, coincidente, quasi esattamente, con la Stella Polare.
    Il «Piccolo Carro», ad esempio, gira intorno alla Stella Polare, che è la prima del suo timone, come fosse la lancetta di un orologio (in verità molto originale) che si muove però in senso contrario a quello delle lancette dei nostri orologi.
    Quando il Piccolo Carro, insieme alle altre stelle, ha compiuto un giro completo attorno alla Stella Polare (che, come sappiamo, rappresenta il punto d’incontro del prolungamento dell’asse terrestre con la volta celeste) noi diciamo che è trascorso un giorno.
    Per determinare però, con precisione, la nostra unità di misura, è indispensabile individuare in cielo il cosiddetto meridiano del luogo: l'operazione non è difficile.
    Si segna, innanzi tutto, il punto che si trova esattamente sulla verticale dell'osservatore: quel punto si chiama zenit da un termine arabo che significa "sopra la testa".
    Si traccia quindi, idealmente, una semicirconferenza che da nord passando per lo zenit arrivi a sud.
    Questa linea che divide il cielo in due metà uguali è denominata meridiano, termine che deriva da una parola latina che significa, letteralmente, "metà del giorno", perché quando è attraversata dal Sole, a metà del suo viaggio diurno da est ad ovest, è, per l'appunto, metà del giorno, ossia "mezzogiorno".
    Anche gli altri astri, nel loro spostarsi da oriente ad occidente, attraversano quella linea a metà del loro cammino.
    La Stella Polare, invece, sta permanentemente su quella linea, ad un’altezza, alle nostre latitudini, intermedia fra l’orizzonte e lo zenit.
    Una volta individuato il meridiano del luogo, possiamo definire con rigore quello che viene chiamato il giorno sidereo, ossia il giorno determinato con riferimento ad una stella.
    Esso è l'intervallo di tempo che intercorre fra due passaggi successivi della stessa stella sul meridiano del luogo.
    Questo lasso di tempo dura esattamente 23 ore, 56 minuti primi e 4 minuti secondi (23h 56’ 4”).
    Prima di continuare, è bene chiarire che il moto delle stelle intorno ai poli è solo un moto apparente perché ciò che si muove realmente è la Terra intorno al proprio asse.
    Quindi il giorno sidereo in realtà non è altro che il tempo impiegato dalla Terra per compiere una rotazione completa su sé stessa, e questo movimento, come abbiamo appena detto, può considerarsi di durata praticamente costante.
    Ma l'uomo, di notte, generalmente dorme e se non dorme difficilmente si sofferma a guardare le stelle, quindi il giorno sidereo non viene utilizzato dalla gente comune come misuratore del tempo che passa.
    La vita civile oggi, come in passato, normalmente si svolge di giorno ed è quindi regolata dal movimento del Sole e non da quello delle stelle.
    Ora viene da chiedersi: se per definire la durata del giorno anziché far riferimento ad una stella qualsiasi ci si rivolgesse al Sole, si otterrebbe lo stesso risultato?
    In altri termini, il giorno misurato rispetto ad una stella lontana ha la stessa durata del giorno misurato rispetto al Sole?
    Prima di rispondere vediamo di definire il giorno rispetto al Sole così come si è fatto rispetto ad una stella lontana.
    In questo caso diremo che il giorno solare è l'intervallo di tempo che intercorre fra due passaggi successivi del Sole sul meridiano del luogo. La sorpresa si ha quando si va a misurare questo intervallo di tempo: si scopre innanzitutto che esso dura circa 24 ore, quindi circa quattro minuti in più del giorno sidereo e poi che non ha sempre la stessa durata nel corso dell’anno.
    Come mai queste differenze?
    Il motivo della discordanza fra giorno solare e giorno sidereo risiede nel fatto che la Terra, mentre ruota su sé stessa, si muove anche, e nello stesso senso antiorario, intorno al Sole, spostandosi, rispetto ad esso, in modo apprezzabile.
    La Terra non si sposta invece, nel corso dell’anno, in modo apprezzabile, rispetto alle stelle fisse, le quali, essendo lontanissime, appaiono occupare sempre la stessa posizione quando vengono osservate dai diversi punti nei quali si viene a trovare il nostro pianeta nel suo viaggio intorno al Sole.
    A causa del movimento di rivoluzione della Terra, un osservatore vede il Sole cambiare posizione, giorno dopo giorno, rispetto allo sfondo delle stelle fisse.
    Per la verità le stelle, in pieno giorno, non sono visibili, però è ugualmente possibile conoscere la loro posizione anche quando il Sole illumina il cielo.
    Al mattino presto, ad esempio, poco prima dell’alba, o alla sera tardi, poco dopo il tramonto, è possibile osservare nel corso dell’anno le diverse stelle che stanno vicino al Sole; ricercando quindi gli stessi raggruppamenti di stelle sulle mappe del cielo notturno, si possono identificare anche quelle che si trovano in pieno giorno immediatamente dietro ad esso.
    Ebbene, questo sfondo di stelle, sul quale si staglia il Sole, cambia gradualmente durante l'anno. Per la precisione, in 365,2422 giorni solari (365 giorni e 6 ore circa), il Sole percorre il circuito com­pleto del cielo (conseguenza del movimento della Terra intorno ad esso), cioè copre un arco di 360° (alla velocità di circa un grado al giorno: 360°:365g ˜1° al giorno).
    Durante questo viaggio la Terra avrà ruotato su sé stessa un po’ più di 366 volte: saranno in pratica passati esattamente 366,2422 giorni siderei.
    In altre parole, in circa 365 giorni la Terra ruota su sé stessa un po’ più di 366 volte.
    Per capire bene il motivo della differenza di durata fra giorno sidereo e giorno solare, immaginiamo di vedere, a mezzogiorno, insieme al Sole che passa (o "culmina", come anche si dice) sul meridiano del luogo, una stella che gli stia esattamente sopra la testa, e quindi anch'essa sullo stesso meridiano.
    Dopo un giorno sidereo, cioè dopo che la Terra avrà effettuato una rotazione completa su sé stessa, la stella ripasserà esattamente sul meridiano del luogo (dove si trovava il giorno prima), ma non ripasserà per quel punto il Sole perché in ritardo: esso si trova infatti spostato di circa un grado verso est (si tratta, come abbiamo detto più volte, di un moto apparente perché è la Terra che in realtà si è spostata avendo percorso, nel tempo di una rotazione su sé stessa, un breve tratto della sua orbita intorno al Sole).
    La Terra dovrà quindi girare su sé stessa ancora di circa 1 grado (e lo farà in circa 4 minuti) per potersi riallineare con il Sole.
    Il giorno seguente, per trovarsi di nuovo allineata con il Sole, dopo la culminazione della nostra stella di riferimento sul meridiano del luogo, la Terra dovrà spostarsi di due gradi sull'orbita e per farlo impiegherà circa 8 minuti, perché ora dovrà girare su sé stessa di ulteriori due gradi, e così via.
    Dopo sei mesi, quando rispetto alla nostra stella di riferimento sarà mezzogiorno, e cioè quando questa stella culminerà sul meridiano del luogo, rispetto al Sole sarà mezzanotte, e cioè esso culminerà sul meridiano opposto (quello che a mezzogiorno sta alle nostre spalle).
    Dopo un anno, la Terra avrà fatto una rotazione in più su sé stessa rispetto a quelle necessarie per mantenersi in sintonia con il Sole.
    La conseguenza di tutto ciò è che l'anno consiste di 366,2422 giorni siderei, ma di soli 365,2422 giorni solari.
    Per chiarire ancor meglio il concetto facciamo un esempio concreto immaginando che la giornata lavorativa si fondi sul tempo sidereo anziché sul tempo solare.
    Che cosa accadrebbe se, per contratto, venisse stabilito che il lavoro debba iniziare alle 8 del mattino (ora siderea)?
    Succederebbe che il primo giorno si andrebbe al lavoro effettivamente allo spuntare del Sole ma, dopo sei mesi, le 8 del mattino(?) capiterebbero al calare della notte.
    Ciò sarebbe, per l'appunto, conseguenza del fatto che l'orologio sidereo è un po’ più veloce dell'orologio solare perché le ore, i minuti e i secondi dell’orologio sidereo sono un po’ più brevi di quelli dell’orologio solare.
    Per la precisione, ad ogni giorno che passa, l'orologio sidereo guadagna circa 4 minuti su quello solare e alla fine dell'anno avrà guadagnato un giorno intero (4' x 365g = 1.460' = 24 ore circa).
    Con questo esempio si chiarisce anche il moti­vo per il quale la misurazione del tempo debba necessariamente fondarsi sul movimento del Sole, e non su quello delle stelle.
    Successivamente vedremo di spiegare il motivo della diversa durata del giorno solare nel corso dell’anno.

    UN PO' DI STORIA: Fin dai tempi antichi il giorno venne diviso in 12 parti, ciascuna delle quali, a sua volta, in 30 frazioni.
    Furono i Sumeri, il popolo che 3.000 anni prima di Cristo viveva sulle rive dei fiumi Tigri ed Eufrate, a suddividere il giorno in questo modo; essi, in precedenza, avevano già diviso l'anno in 12 mesi e i mesi in 30 giorni.
    Per quale motivo i Sumeri scelsero proprio i numeri 12 e 30 per dividere periodi di tempo più lunghi?
    La risposta va ricercata innanzitutto in motivi di ordine pratico, ma forse alla decisione hanno contribuito anche ragioni di carattere religioso.
    Il 12 e il 30 sono due numeri particolari in quanto, caso unico, si lasciano dividere in vario modo in parti più piccole senza lasciare resto e questo fatto, per un popolo che non aveva tanta dimestichezza con il calcolo delle frazioni, doveva essere molto vantaggioso.
    Quelle popolazioni forse pensarono anche che fossero stati gli dei a creare quei numeri proprio perché venissero adoperati dagli uomini con facilità.
    Il 12 infatti è divisibile, senza lasciare resto, per 2, 3, 4 e 6 e nessun altro numero così piccolo si lascia dividere in tante parti dando sempre valori interi.
    Analogamente il 30 si lascia dividere, dando sempre numeri interi, per 2, 3, 5, 6, 10 e 15.
    Successivamente gli Egizi decisero che era più utile, ai fini pratici, suddividere il giorno in 24 ore invece che in 12.
    Il giorno egiziano, tuttavia, pur essendo diviso in 24 ore era profondamente diverso da quello odierno.
    Innanzitutto in esso si distinguevano le ore di luce che erano 10, da quelle di buio che erano 12 ed oltre a queste 22 ore venivano conteggiate altre due ore a parte per i crepuscoli: un'ora per l'alba ed un'altra per l'imbrunire.
    Adottando questo sistema, le ore del giorno finivano per avere durata diversa nel corso dell’anno in quanto, dovendo essere ciascuna di esse pari ad un decimo delle ore di luce totale, diventavano più lunghe d'estate (circa 75 minuti) e più brevi d'inverno (circa 45 minuti), quando le giornate, come tutti sanno per esperienza, sono più corte (circa 15 ore di luce d’estate contro solo 9 d’inverno).
    Di conseguenza, anche la durata delle ore notturne e quella dei crepuscoli variava lungo l’anno.
    Il sistema di misura del tempo in uso fra gli Egizi era obiettivamente complicato e alla fine si decise di semplificarlo dividendo tanto le ore di luce quanto quelle di buio per12, eliminando in questo modo le ore dell'alba e quelle del crepuscolo serale.
    Le ore variavano sempre in lunghezza da stagione a stagione, ma ora le variazioni erano uniformi. Si pensa che questa semplificazione sia stata la conseguenza dell'invenzione dei primi orologi che non dipendevano direttamente dal moto degli astri.
    Questi nuovi orologi erano le «clessidre ad acqua», congegni molto semplici che misuravano il passare del tempo vuotando o riempiendo di acqua un recipiente.
    Fino a quel momento il tempo era stato sempre misurato osservando il movimento degli astri e in particolare, durante il giorno, quello del Sole. Gli antichi sapevano quanto noi come fosse pericoloso per la vista osservare direttamente gli spostamenti del Sole in cielo, ma impararono ben presto che era possibile seguire i suoi movimenti anche senza guardarlo direttamente.
    Piantando un bastone a terra era possibile conoscere la posizione del Sole osservando lo spostamento dell’ombra proiettata dal legno.
    Ora, tutto sarebbe molto semplice se il Sole percorresse in cielo sempre la stessa traiettoria, mentre sappiamo che, alle nostre latitudini, esso rimane basso sull'orizzonte d'inverno e si alza d'estate, descrivendo archi sempre più ampi sui nostri orizzonti; pertanto, da un giorno all'altro, alla stessa ora, l'ombra del bastone non avrà né la stessa lunghezza, né la stessa direzione.
    In seguito il rudimentale bastone divenne un'asta (la cui estremità era detta gnomone, da un termine greco che significa "uno che sa") fissata ad una coppa dotata di piedistallo.
    Sul bordo della coppa erano incisi dei numeri che indicavano le ore del giorno e poiché a metà giornata, quando il Sole è alto in cielo, le ombre si muovono con maggior lentezza, sul bordo della coppa i numeri relativi alle ore meridiane risultavano sistemati più vicini gli uni agli altri, mentre quelli che indicavano le ore della mattina presto o del tardo pomeriggio erano più distanziati fra loro.
    Questo strumento per la misura del tempo fu chiamato meridiana.

    GLI OROLOGI: La parola “orologio” deriva da due termini greci: hour che significa “stagione”, e logos che significa “discorso”, quindi l’orologio sarebbe un “discorso sulla stagione” con chiaro riferimento al fatto che la durata degli intervalli di tempo segnati da questi strumenti originariamente era diversa nelle diverse stagioni.
    Come vedremo subito, per molti secoli gli unici strumenti per misurare il tempo restarono le meridiane e le clessidre, orologi noti fin dalla più remota antichità.
    Di meridiane, che sarebbe più corretto chiamare «orologi solari» o «quadranti solari», ne furono costruiti diversi modelli: con il quadrante orizzontale, con il quadrante opportunamente inclinato, oppure con il quadrante verticale, orientato a sua volta verso sud, verso est o verso ovest.
    Anche l'asta dello gnomone cambiò posizione e, da verticale che era all'inizio, divenne parallela all'asse terrestre: in questo modo, durante l'anno, la sua ombra continuava a variare in lunghezza, ma non più in direzione e quindi le ore apparivano tutte della stessa durata.
    La punta dell'asta degli orologi solari, in alcuni casi, fu sostituita da un piccolo foro praticato spesso sul tetto di un edificio in una posizione tale da lasciare passare direttamente i raggi del Sole a mezzogiorno: questi raggi, a loro volta, formavano una macchia luminosa sul pavimento all'interno dell'edificio.
    Un interessante esempio di questo tipo di orologio si trova nella Basilica di S. Petronio a Bologna dove, incastonata nel pavimento, si può vedere una lunga barra bronzea che ha la funzione di materializzare la linea meridiana.
    A mezzogiorno, quando il Sole culmina, i suoi raggi passano attraverso il foro praticato sul tetto, entrano nella chiesa, e vanno a cadere sulla barra bronzea in un punto diverso a seconda dei giorni dell'anno.
    Quest'orologio venne progettato e realizzato, nel 1655, da Gian Domenico Cassini (capostipite di una famiglia di astronomi di origine italiana che operò soprattutto in Francia) e serve, com'è evidente, solo per individuare il mezzogiorno vero, cioè quello indicato direttamente dal Sole.
    A rigore, pertanto, solo a questo tipo di orologio si dovrebbe dare il nome di meridiana riservando quello di orologio solare o quadrante solare a quegli strumenti che segnano anche le altre ore del giorno.
    La meridiana, come si è già detto implicitamente, oltre al mezzogiorno del luogo, indica anche il mese e il giorno corrispondenti perché la posizione che assume la macchia luminosa lungo la barra sistemata sul pavimento, si sposta nel corso dell’anno.
    L'orologio solare funziona solo di giorno e solo se il cielo è sereno.
    Per segnare il tempo di notte o quando il cielo è nuvoloso andrebbe bene la clessidra, parola di origine greca che significa "ladra d'acqua".
    Si tratta, come si ricorderà, di uno strumento molto semplice che misura il passare del tempo facendo sgocciolare dell'acqua, attraverso un foro, da un contenitore ad un altro.
    L'invenzione della clessidra svincolò il computo del tempo dalla diretta e continua osservazione del cielo, ma consentì anche una sua diversa valutazione.
    Gli orologi solari e stellari indicavano infatti un “preciso istante”, ovvero il momento in cui un determinato evento si verificava.
    Le clessidre, invece, attraverso il lento svuotamento (o riempimento) di un recipiente (che presentava eventualmente incise all'interno delle tacche di riferimento), mostravano con chiarezza gli “intervalli di tempo”, ossia misuravano la durata di un determinato evento o fenomeno.
    Da questo punto di vista possiamo quindi ritenere che solo con l'invenzione della clessidra nacque l'effettiva misurazione del tempo.
    Tuttavia come le nuvole rendevano inutilizzabili gli orologi solari, così il gelo rendeva inutilizzabili le clessidre ad acqua, benché nei paesi freddi, bastasse sostituire l'acqua con della sabbia per fare funzionare le clessidre anche d'inverno.
    Si trattava, tutto sommato, di apportare una piccola modifica alle clessidre esistenti, eppure, sembra incredibile, si è dovuto aspettare fino al 1300 per vedere in azione le prime clessidre a sabbia di cui vennero costruiti diversi modelli in grado di misurare intervalli di tempo variabili da pochi secondi a ventiquattro ore.
    Svariati furono anche gli utilizzi di tali orologi.
    Essi erano usati sulle navi dove non si potevano imbarcare orologi di altro tipo, nei tribunali per misurare il tempo da concedere agli avvocati per la difesa dei loro assistiti, nelle officine e, fino al 1800, per sentire il polso dei malati.
    Oggi le clessidre a sabbia sono considerate per lo più oggetti decorativi, tuttavia vi è ancora qualcuno un po’ snob che le utilizza per la cottura delle uova alla coque, o per misurare il tempo che passa al telefono.
    Bisognerà aspettare fino alla fine del XIII secolo per vedere la nascita di un nuovo tipo di orologio, il cosiddetto orologio meccanico, un marchingegno piuttosto complicato e ingombrante che implicava il lavoro sincrono di molti elementi.
    A muovere il tutto provvedeva un peso legato ad una corda avvolta intorno ad un asse orizzontale, o "tamburo".
    Via via che il peso si portava verso il basso la corda costringeva l'asse a girare su sé stesso.
    Quest’asse rotante, a sua volta, metteva in azione una serie di ingranaggi i quali erano collegati ad una lancetta che indicava le ore o a dei campanelli che suonavano ad intervalli di tempo regolari.
    Naturalmente quando la corda si era completamente srotolata dal tamburo, bisognava riavvolgerla: più che di un orologio si trattava quindi di una specie di argano.
    Per rallentare la discesa del peso era necessaria la presenza di un apposito meccanismo, altrimenti il peso scendendo avrebbe tirato con forza la corda che si sarebbe srotolata velocemente dall'asse esaurendo in breve tempo il moto degli ingranaggi.
    Il meccanismo con il compito di controllare la velocità di discesa del peso era chiamato «scappamento» e aveva la funzione, per mezzo di due nottolini che si inserivano alternativamente fra i denti di una ruota, di consentire alla stessa di girare a un dente per volta.
    Con questo sistema, l'energia prodotta dal peso che scendeva non si liberava velocemente, tutta insieme, ma "scappava" un po' per volta: da qui il nome del meccanismo.
    Gli orologi meccanici, all'inizio, erano molto imprecisi (certamente più imprecisi delle clessidre e degli orologi solari), e per essi era normale l’errore anche di un'ora al giorno.
    Nonostante la qualità piuttosto scadente degli orologi in uso, già da lungo tempo si era tuttavia affermata l'abitudine di suddividere l'ora in 60 parti più piccole, tutte uguali, ciascuna delle quali veniva chiamata in latino pars minuta prima che significa "prima piccola parte", poi abbreviata in «minuto»; e queste, a loro volta, venivano suddivise in altre 60 parti ancora più piccole, ciascuna delle quali era chiamata, sempre in latino, pars minuta secunda (seconda piccola parte), poi abbreviata in «secondo».
    Anche in questo caso la scelta del numero 60 viene fatta risalire ai Sumeri, i quali avevano diviso il cerchio in 360 parti uguali, ciascuna delle quali in seguito venne chiamata grado, da un termine latino che significa "passo, scalino".
    Il 60 e il 360 erano considerati anch'essi numeri "magici" concessi all'uomo dagli dei perché facilmente divisibili in tanti modi diversi senza lasciare resto.
    A proposito di questa suddivisione in sessantesimi sia dei gradi della circonferenza che delle ore del giorno, soprattutto per i non addetti ai lavori, il parlare di minuti e di secondi sia riferendosi al tempo, sia riferendosi agli angoli, può rappresentare motivo di confusione.
    Nel 1581, all'età di soli 17 anni, Galileo Galilei scoprì che l'oscillazione naturale di un pendolo avviene ad intervalli regolari di tempo, e ciò indipendentemente dall'ampiezza dell'oscillazione stessa.
    In al­tre parole, il tempo impiegato dal pendolo per andare e tornare in un viaggio di oscillazione completa è sempre lo stesso, tanto per l’oscillazione molto ampia quanto per quella poco ampia.
    La cosa non è affatto ovvia perché l'intuizione ci porterebbe a credere che le oscillazioni ampie debbano durare di più di quelle strette, invece Galilei notò che quando l'ampiezza era grande il moto era veloce, mentre quando era piccola il moto era lento e quindi il tempo per completare l’oscillazione in definitiva era lo stesso.
    (Oggi sappiamo che non è esattamente così, ma la differenza è veramente minima e per molti aspetti insignificante.)
    La storia vuole che lo scienziato pisano arrivasse a questa scoperta osservando una lampada oscillare, sotto la spinta di una corrente d'aria, nella cattedrale della sua città, mentre assisteva ad una funzione religiosa.
    Si dice anche che per controllare l'isocronismo delle oscillazioni della lampada il giovane Galilei, a quel tempo studente di medicina, si sia avvalso delle pulsazioni del proprio polso.
    Il «pendolo» (dal latino pendulus, "che oscilla") sarebbe quin­di un orologio perfetto, ma Galilei non riuscì a trasferire questa sua scoperta nel meccanismo di un orologio.
    In realtà egli ci provò, ma solo alla fine della sua vita, quando, ormai vecchio e sfiduciato, era anche diventato quasi cieco.
    Il primo orologio a pendolo verrà cos­truito invece dal fisico e astronomo olandese Christiaan Huygens, intorno alla metà del XVII secolo, pochi anni dopo la morte di Galilei.
    Il pendolo non oscilla per tempi infiniti, ma a causa dell'attrito dell'aria e di alcuni contatti meccanici che non possono essere evitati, rallenta la sua corsa e alla fine si ferma.
    Occorre allora dargli ogni tanto una piccola spinta per mantenerne le oscillazioni.
    A ciò provvede un motore a peso, come si può vedere ancora oggi in molti orologi a pendolo delle nostre case, oppure un motore di altro tipo, ad esempio a molla o elettrico, come è nei modelli più moderni e sofisticati.
    L'orologio a pendolo si dimostrò dieci volte più preciso del precedente orologio meccanico.
    Nonostante la sua aria tranquilla il pendolo, tuttavia, non è im­perturbabile: se non è sistemato in posizione perfettamente verticale l'oscillazione si altera e il meccanismo si può anche fermare.
    Nemmeno il suo ritmo è così costante come immaginava Galilei: impiega infatti un po' più di tempo nelle oscillazioni lunghe e un po' meno in quel­le corte e questa impercettibile variazione di velocità, alla lunga, si fa sentire.
    Sarà il fisico inglese Robert Hooke (1635-1703) a trovare la soluzione inventando il bilanciere a spirale, ossia una molla avvolta a spirale che muove alternativamente una rotellina prima in un senso e poi nell'altro.
    La sua funzione è uguale a quella del pendolo, però il suo ritmo non viene più modificato dalle variazioni di ampiezza e dai cambiamenti di posizione.
    Esso funziona altresì quando è sistemato in posizione orizzontale e può essere costruito anche di dimensioni ridotte.
    Grazie a questa nuova scoperta fu possibile realizzare il primo esemplare di orologio da tasca.
    In realtà qualche problema questo tipo di orologio ancora lo creava, perché la forza trasmessa dalla molla era irregolare: massima quando era completamente carica e via via minore a mano a mano che si allentava.
    Per ovviare a questo inconveniente fu escogitato un complicato congegno con una corda metallica che si avvol­geva intorno al cilindro dove era alloggiata la molla.
    Per questo motivo, nonostante il congegno sia ormai scomparso da tempo, a volte si sente ancora dire, con riferimento alla carica, "dare la corda" all'orologio, oppure "è giù di corda" quando si allude a qualcuno che è senza energia.
    Per avere l'orologio da polso bisognerà invece attendere addirittura l'inizio del ventesimo secolo.
    Frattanto, l'orologio a pendolo veniva sempre più perfezionato utilizzando leghe d'acciaio indeformabili e sistemandolo all'interno di un ambiente in cui veniva creato il vuoto per proteggerlo da variazioni di temperatura, dalla polvere e dall'attrito dell'aria. L'orologio a pendolo diventava, in questo modo, uno strumento di grande precisione, adatto a misurazioni scientifiche.
    La prossima innovazione si avrà con i cosiddetti orologi a quarzo i quali sfruttano una particolare proprietà di questi minerali che viene detta «piezoelettricità» (piezo è una parola greca che significa “comprimere”).
    Il fenomeno venne scoperto, nel 1880, dal chimico francese Pierre Curie (il marito di Marie, entrambi premi Nobel per le ricerche sul fenomeno della radioattività) il quale notò che quando un cristallo di quarzo subisce una pressione lungo un determinato asse di simmetria emette una debole corrente elettrica.
    Inversamente, se un cristallo di quarzo viene sottoposto all'azione di un campo elettrico, prodotto ad esempio da una piccola pila a secco, il cristallo si mette a vibrare come si trattasse di un diapason.
    E come con il diapason è possibile costruire orologi di alta precisione, altrettanto si può fare con i cristalli di quarzo i quali vibrano ad un ritmo più elevato e quindi sono ancora più precisi di quelli a diapason.
    Il primo orologio a quarzo fu costruito nel 1927 da due tecnici inglesi di nome W. A. Marrison e J. Horton e si dimostrò subito un meccanismo quasi perfetto in grado di garantire una precisione di 1/1.000 di secondo al giorno.
    Esso sostituirà gradualmente gli orologi che portiamo al polso e raggiungerà ben presto una perfezione di funzionamento tale da consentire all'astronomo inglese H. Spencer Jones di verificare che il tempo di rotazione della Terra intorno al proprio asse non è così preciso come si era sempre ritenuto che fosse.

    DAL GIORNO SIDEREO AL GIORNO SIDERALE: Abbiamo detto che il giorno sidereo, definito come il tempo intercorrente fra due passaggi successivi di una stella al meridiano del luogo (che poi in realtà non è altro che il tempo che impiega la Terra a ruotare su sé stessa), è un lasso di tempo che si può considerare uniforme e costante.
    Ora dobbiamo precisare che non è proprio così perché la Terra, al contra­rio di come può sembrare ad una osservazione poco attenta, non gira in modo regolare intorno al proprio asse.
    La Terra girerebbe intorno al proprio asse con moto invariabile e per l'eternità se fosse una sfera perfetta, rigorosamente omogenea, esattamente simmetrica, assolutamente rigida e perfettamente isolata nello spazio.
    Ma la Terra non è nulla di tutto ciò e quindi oscilla.
    Prima che siano individuati i motivi per i quali l'asse di rotazione del nostro pianeta non è stabile, è necessario definire in modo più rigoroso quello che abbiamo chiamato il «giorno sidereo».
    Sappiamo che, in generale, per definire la posizione di un punto nello spazio occorre trovare qualche cosa di fisso a cui fare riferimento.
    Ma esiste nell'Universo qualche cosa di veramente fisso? La risposta è no.
    Nell'Universo tutto è in movimento e quando scegliamo un sistema di riferimento rispetto al quale studiare i moti di altri corpi celesti, sappiamo già in partenza che quel sistema è a sua volta in moto rispetto a tutto il resto.
    Noi tuttavia ci preoccupiamo di utilizzare come sistema di riferimento un insieme di corpi che sia sì in movimento, ma di moto ordinato, retto da leggi precise che, una volta individuate, ci consentano di prevederne l'andamento.
    Per quanto riguarda il moto di rotazione della Terra su sé stessa, in un primo tempo si pensò di definirlo rispetto ad una generica stella fissa, poi però, in seguito alla scelta di un sistema di riferimento più generale per la determinazione della posizione dei corpi celesti, si rese necessario riferirlo rispetto al cosiddetto punto vernale.
    Il punto vernale (da "ver" un termine indoeuropeo con il quale si indicava la primavera), detto anche punto d'Ariete o punto gamma, è un punto del cielo ben preciso che corrisponde all'intersezione dell'eclittica (cioè del piano su cui giacciono Sole e Terra) con l'equatore celeste che non è altro che il prolungamento di quello terrestre.
    Questo punto non è attribuibile ad un oggetto che esiste materialmente, come per esempio ad una stella, ed inoltre si sposta in continuazione dalla sua posizione.
    La cosa tuttavia non è così grave perché le leggi che regolano i suoi movimenti, a differenza dei movimenti delle cosiddette stelle fisse, sono tutte note.
    Per capire dove si trova esattamente il punto vernale, e come si sposta nel tempo, sono indispensabili alcune conoscenze di quella parte dell'astronomia classica detta «astronomia sferica».
    Questa insegna che il piano definito dall'orbita della Terra intorno al Sole si chiama piano dell'eclittica (in pratica, come abbiamo detto, è il piano su cui giacciono Terra e Sole) mentre si chiama piano equatoriale celeste il prolungamento del piano equatoriale terrestre fino ad incontrare la volta celeste.
    Il piano dell'eclittica è inclinato, rispetto al piano equatoriale celeste, di circa 23 gradi e mezzo.
    A causa della posizione inclinata, di un piano rispetto all’altro, un osservatore che sta sulla Terra, vede il Sole, nel suo moto apparente sul piano dell'eclittica, viaggiare per 6 mesi stando al di sopra del piano equatoriale e per 6 mesi stando al di sotto di esso: e' evidente, allora, che due volte all'anno il Sole si troverà nei punti di intersezione del piano equatoriale con quello della eclittica.
    I due punti d'intersezione sono detti «punti equinoziali» (dal latino aequa nox che vuol dire “notte uguale”, sottinteso per tutta la Terra, perché nei due giorni dell'anno in cui il Sole viene a trovarsi nei punti suddetti la durata della notte, o meglio, la durata delle ore di buio, è la stessa in ogni località della Terra ed è anche uguale a quella del dì, ossia delle ore di luce).
    Uno di questi punti d'intersezione è quello in cui transita il Sole all'inizio della primavera e si chiama, come abbiamo detto, punto vernale.
    A volte questo punto è contrassegnato con la lettera greca gamma (g), l'antico simbolo dell'Ariete, in quanto, circa 2.000 anni fa, all'inizio della primavera, il Sole appariva proiettato nella costellazione dell'Ariete.
    Come si sa le costellazioni sono raggruppamenti apparenti di stelle; le dodici nelle quali si staglia il Sole nel corso dell’anno sono dette costellazioni dello zodiaco.
    Distingueremo quindi il «giorno sidereo», dal «giorno siderale» che definiremo come l'intervallo di tempo compreso fra due passaggi consecutivi del punto gamma (e non di una stella qualsiasi) sul meridiano del luogo.
    Il giorno siderale risulta più corto (di circa un centesimo di secondo) del giorno sidereo e quindi non corrisponde più ad una rotazione completa della Terra su sé stessa.
    Questa piccola differenza è conseguenza del fatto che il punto gamma non è fisso in cielo, ma si sposta leggermente nella direzione della rotazione diurna della sfera celeste e quindi appare, sul meridiano del luogo, prima che si sia completata la rotazione della Terra su sé stessa.

    MOTO DI ROTAZIONE INCOSTANTE. LA TERRA NON GIRA REGOLARMENTE: Torniamo ora alla Terra e al suo moto di rotazione incostante.
    Oggi, l'asse intorno a cui ruota il nostro pianeta è quasi esattamente diretto verso la stella Polare, ma duemila anni fa lo era molto di meno e sappiamo che in futuro si allontanerà sempre più dalla posizione che occupa attualmente.
    Fra circa 13.000 anni, si verrà a trovare nella direzione più lontana rispetto a quella odierna e punterà verso Vega, la stella più luminosa della costellazione della Lira.
    Ciò dipende dal fatto che la Terra è schiacciata ai poli e leggermente rigonfia all'equatore e, a causa di questa forma non perfettamente sferica, il Sole e la Luna esercitano sul rigonfiamento equatoriale un'attrazione maggiore di quella che esercitano sulle zone prossime ai poli.
    La conseguenza di tutto ciò è che l'asse presenta un lento movimento conico che si completa in 26.000 anni circa.
    E' lo stesso fenomeno che si può notare nella trottola la quale, quando ruota velocemente, mantiene il suo asse perfettamente verticale, ma quando rallenta, e si piega lateralmente, richiamata dalla forza di gravità, pur continuando a girare intorno all'asse, inizia anche un'altra rotazione, molto più lenta, rappresentata da un movimento conico dell'asse stesso intorno alla verticale che passa per il punto di appoggio al terreno.
    Qualcosa di simile alla trottola che rallenta il suo moto avviene per la Terra la quale tuttavia non si ribalta lateralmente, perché non vi è nulla che la richiami verso il basso.
    Vi è al contrario qualcosa che tende a farla raddrizzare, ossia a costringerla a sistemare l'asse perpendicolarmente al piano dell'eclittica.
    Questo qualcosa sono il Sole e la Luna i quali, agendo con maggior forza sul piano equatoriale (a loro più vicino) che non sulle zone polari (più lontane), la invitano a "mettersi in piedi".
    Poiché però la Terra, ruotando velocemente su sé stessa, pone resistenza a questa azione combinata di Sole e Luna, l'asse è costretto ad effettuare quel lentissimo movimento conico di cui si è detto in precedenza che si compie in circa 26.000 anni.
    A causa di questo movimento dell'asse terrestre, cambia la linea d'intersezione del piano equatoriale con il piano dell'eclittica e di conseguenza cambia anche la posizione dei punti equinoziali (detti anche nodi) determinando in questo modo, anno dopo anno, un piccolo anticipo dell'inizio della primavera e dell'autunno.
    Questo fenomeno si chiama precessione (cioè arretramento) degli equinozi, e venne scoperto da Ipparco di Nicea, uno dei più geniali astronomi greci dell'antichità, già due secoli prima di Cristo.
    Più di duemila anni fa quindi gli antichi astronomi greci, all'inizio della primavera, quando il Sole si veniva a trovare nel punto gamma, lo vedevano proiettato sullo sfondo delle stelle fisse entro la costellazione dell'Ariete; oggi, in conseguenza della precessione degli equinozi, quando il Sole si trova nel punto gamma (ed è sempre, ovviamente, l'inizio della primavera), dalla Terra lo si vede proiettato nella costellazione dei Pesci, cioè nella costellazione dello zodiaco che sta immediatamente prima di quella dell'Ariete.
    Abbiamo detto che l'asse intorno al quale ruota il nostro pianeta si sposta descrivendo un cono; in realtà si tratta di un doppio cono, con il vertice al centro della Terra e con la superficie laterale non perfettamente liscia come dovrebbe apparire se il movimento di quest’asse fosse del tutto regolare.
    L'aspetto leggermente ondulato della superficie laterale del cono è determinato dal fatto che l'attrazione lunisolare varia leggermente con il tempo a causa della distanza dei due astri i quali a volte si trovano più vicini alla Terra e a volte più lontani.
    Questa seconda oscillazione dell'asse terrestre fu scoperta, nel 1748, dall'astronomo inglese James Bradley e venne chiamata nutazione, da un termine latino che significa "annuire" perché l'asse terrestre, mentre compie l'ampio movimento conico, sembra anche andare avanti e indietro come a volte si fa con la testa quando ci si trova d'accordo con ciò che dice il nostro interlocutore.
    A causa della nutazione, nel corso di circa 18 anni e mezzo, la posizione del punto vernale, sull'equatore celeste, si scosta di poco più di un secondo d'arco in avanti o indietro, rispetto ad una posizio­ne intermedia determinata dalla sola azione della precessione.
    Ma esiste anche un terzo movimento dell'asse terrestre ipotizzato già nel 1765 dal matematico svizzero Leonhard Euler, meglio noto con il nome di Eulero.
    Egli affermò che se la Terra fosse un corpo rigido, come in effetti appariva dalle rilevazioni di quel tempo, i poli avrebbero dovuto muoversi su piccoli cerchi nel corso dell'anno.
    Questo presunto movimento dei poli (e quindi dell'asse), quasi insignificante, non poteva essere rilevato facendo uso degli strumenti dell'epoca, ancora piuttosto imprecisi.
    In seguito però gli strumenti di misura si perfezionarono e si raffinarono al punto da rendere possibile la registrazione delle supposte fluttuazioni dell’asse terrestre previste da Eulero.
    La misurazione fu effettuata per la prima volta, e lo spostamento rilevato, da uno scienziato americano di nome Seth C. Chandler: la nuova scoperta prese quindi il nome di «oscillazione chandleriana».
    Sennonché, le oscillazioni misurate da Chandler erano superiori a quelle previste dai calcoli di Eulero, ed inoltre apparivano alquanto irregolari. Ciò dipendeva sicuramente dal fatto che la Terra in realtà non è un corpo perfettamente rigido, paragonabile ad una sfera d'acciaio, come l'aveva considerata Eulero, ma forse anche da qualche altra causa.
    Si pensò allora, in un primo momento, a spostamenti di masse di magma all'interno della Terra causate da terremoti o da altri fenomeni endogeni, ma poi si scoprì che, in massima parte, queste oscillazioni aggiuntive dell'asse terrestre erano dovute a spostamenti stagionali di masse d'aria.
    La vera causa dell’oscillazione chandleriana era quindi il vento, il quale, variando di direzione e di intensità con le stagioni, produceva attrito sulle terre emerse e quindi accelerava o ritardava la rotazione della Terra.
    Ora, poiché le terre emerse sono più estese nell'emisfero settentrionale che in quello meridionale l'azione dei venti, nel corso dell'anno, non era bilanciata e di conseguenza l'asse oscillava in modo imprevedibile.
    Anche l'acqua forse gioca un ruolo importante in questo fenomeno.
    Durante l'inverno milioni di tonnellate di acqua si spostano, sotto forma di ghiaccio e neve, dagli oceani alle calotte polari e ai rilievi più alti delle zone temperate.
    In questo processo si abbassa il livello del mare e si alza quello delle terre emerse producendo un leggero rallentamento della rotazione terrestre come si può osservare anche quando la ballerina, allargando le braccia, sposta il peso del corpo all'esterno per frenare la propria rotazione.
    Naturalmente, l'aumento di acqua gelata sulle terre emerse del nord dovrebbe essere bilanciato da una diminuzione della stessa entità sulle terre emerse del sud per il fatto che quando nell'emisfero settentrionale è inverno, in quello meridionale è estate, e viceversa.
    Per giustificare la mancata compensazione degli effetti del fenomeno, bisogna però tenere presente, ancora una volta, l'asimmetrica distribuzione delle terre e dei mari sulla superficie del globo.
    Queste fluttuazioni sono insignificanti e irregolari, ma comunque sufficientemente rilevanti così da mascherare una variazione della rotazione terrestre di gran lunga più piccola, ma di natura costante e quindi tendente ad accumularsi nel tempo.
    Si tratta del rallentamento dovuto alle maree.
    I geofisici erano da lungo tempo convinti che lo spostamento dell'acqua causato dalle maree sui fondali marini poco profondi potesse frenare leggermente la rotazione terrestre (e di conseguenza allungare la durata del giorno), ma non erano riusciti ad individuare un sistema idoneo a misurare il fenomeno.
    Per farlo sarebbe stato infatti neces­sario tenere sotto controllo la durata del giorno, facendo uso di orologi molto precisi e per tempi molto lunghi: ma orologi della precisione necessaria a quel tempo non erano disponibili.
    Come abbiamo detto, il rallentamento della rotazione terrestre dovuto agli attriti delle maree è minimo (10 o 15 milionesimi di secondo all'anno), ma si accumula nel tempo così che nei secoli diventa ri­levante (2 ore in 2.000 anni).
    Gli scienziati hanno recentemente scoperto due fenomeni naturali che consentono di misurare il rallentamento della rotazione della Terra provocato dall’azione delle maree.
    La prima prova viene fornita dalle antiche cronache delle eclissi o di altri fenomeni astronomici i quali, dai calcoli odierni, sembrano essere avvenuti in punti della Terra diversi da quelli segnalati.
    La mancata concordanza fra le località descritte dalle antiche cronache e quelle calcolate sulla base dell'attuale velocità di rotazione della Terra, non può che dipendere dal fatto che il nostro pianeta, in tempi lontani, ruotava a velocità diversa da quella attuale.
    Ma vi è un'altra osservazione che induce a pensare che in tempi molto lontani la Terra doveva ruotare su sé stessa più velocemente di quanto non faccia oggi.
    Si tratta dello studio effettuato su alcuni coralli fossili risalenti al periodo Devoniano, quindi di età compresa fra i 350 e i 400 milioni di anni.
    Questi fossili presentano degli anelli di crescita in numero maggiore di quelli che si possono contare su coralli simili che vivono attualmente nei mari caldi del sud.
    In effetti, è possibile osservare nei coralli, all'interno degli anelli annuali di crescita, una serie fittissima di striature che vengono interpretate come anelli di crescita giornalieri.
    Ebbene, queste leggere striature si contano in numero di circa 400 nei coralli fossili del Devoniano e di circa 365 in quelli attuali.
    Questo potrebbe dipendere dal fatto che nel Devoniano i giorni dell'anno erano circa 400 e quindi la Terra girava su sé stessa più velocemente di quanto non faccia oggi in cui i giorni dell'anno sono solo 365. Se l'interpretazione del fenomeno è corretta, vi è da ritenere che dal Devoniano ad oggi la durata del giorno si è notevolmente allungata e in futuro potrebbe allungarsi ulteriormente fino a diventare uguale al periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole (un giorno durerebbe allora un anno).
    A quel punto il nostro pianeta mostrerebbe al Sole sempre la stessa faccia, come fa attualmente la Luna rispetto alla Terra.
    La cosa, però, che più interessa, dal nostro punto di vista, è che la Terra non ruota su sé stessa in modo uniforme, e poiché proprio il moto di rotazione della Terra è stato scelto come base della misura del tempo, né il giorno sidereo, né il giorno siderale, possono essere considerati delle unità di misura precise e immutabili.
    Per l'astronomia sarebbe invece di grande utilità poter disporre di un'unità di misura temporale di assoluta precisione per mettere in accordo i movimenti orbitali dei corpi celesti ottenuti dalle osservazioni, con quelli calcolati attraverso le Leggi della meccanica.
    Ma dove andarla a cercare questa unità di misura tanto precisa?

    IL GIORNO SOLARE MEDIO: E il giorno solare?
    E' almeno il giorno solare una misura di tempo uniforme e costante?
    La risposta, anche in questo caso, è: no.
    E ciò non è difficile da capire se si riflette sul fatto che il giorno solare, in definitiva, dipende anch'esso dalla rotazione della Terra, la quale, come abbiamo appena visto, è tutt’altro che perfetta.
    Ma, dal punto di vista dell'accuratezza, il giorno solare è molto più variabile di quello sidereo (o siderale) perché alle oscillazioni irregolari dell’asse si devono aggiungere le anomalie derivate dal movimento incerto del pianeta intorno al Sole.
    Eppure sarebbe molto utile che il giorno solare avesse la stessa durata nei vari periodi dell'anno, perché le attività dell'uomo sono legate proprio al movimento del Sole.
    Non sarebbe tuttavia impossibile, almeno in linea di principio, creare un giorno solare di durata costante, basterebbe infatti che il Sole si muovesse in cielo con moto regolare ed uniforme e il gioco sarebbe fatto. Ovviamente non possiamo modificare la velocità del Sole tuttavia possiamo immaginarne uno artificiale che si sposta con regolarità intorno alla Terra durante il giorno e nel corso dell’anno.
    Abbiamo detto che il Sole si muove intorno alla Terra, perché in effetti così sembra, ma dobbiamo tenere sempre presente che è la Terra in realtà a muoversi, sia ruotando su sé stessa, sia girando intorno al Sole e pertanto quelli del Sole sono solo moti apparenti.
    Premesso ciò, per comprendere il motivo per il quale il giorno solare non è un intervallo di tempo preciso e costante, ci sono da considerare, oltre ai motivi già esposti, il fatto che la Terra non descrive un cerchio perfetto intorno al Sole, ma un'ellisse, cioè percorre un'orbita che la porta a volte ad essere più vicina e a volte più lontana dal Sole stesso.
    Se la Terra percorresse un'orbita perfettamente circolare essa non solo si manterrebbe sempre alla stessa distanza dall'astro centrale ma, com'è facilmente intuibile, viaggerebbe anche sempre alla stessa velocità, mentre proprio a causa dell’orbita ellittica che è costretta a seguire, viaggia nel corso dell’anno a velocità variabile.
    Il primo a scoprire che l'orbita descritta dalla Terra, nel suo movimento intorno al Sole, è un'ellisse e non una circonferenza, fu Johann Keplero, un astronomo tedesco nato nel Württemberg nel 1571 e morto nel 1630.
    Egli osservò anche che, a causa di questo percorso ellittico, la velocità variava; e precisamente quando la Terra si trovava più vicina al Sole si muoveva più velocemente, e quando si trovava più lontana si muoveva più lentamente.
    La Terra si trova più vicina al Sole o, come suol dirsi, in perielio, intorno alla data del 3 gennaio e nel punto più lontano, ossia in afelio, intorno al 3 luglio.
    Quando la Terra si trova in vicinanza del perielio viaggia alla velocità massima, che è di circa 110.000 km all'ora, quando invece si trova in prossimità dell’afelio viaggia alla velocità minima, che è di circa 105.000 km all'ora.
    Il moto di rivoluzione non uniforme della Terra ci fa percepire lo spostamento discontinuo del Sole rispetto allo sfondo delle stelle fisse, e cioè esso appare muoversi più velocemente in inverno e più lentamente in estate.
    In conseguenza dello spostamento apparente del Sole a velocità variabile, la Terra, giorno dopo giorno, per potersi riallineare con esso, è costretta a ruotare, intorno al proprio asse, per frazioni di tempo diverse a seconda del periodo dell'anno (o, se si preferisce, a seconda della posizione occupata sull’orbita in quel momento) e precisamente, in inverno per un tempo più lungo e in estate per un tempo più breve.
    Pertanto, in inverno, i giorni risultano un po' più lunghi della media, e in estate un po' più corti della media. (Quando si parla di estate e d'inverno, ci si riferisce bene ovviamente all'emisfero settentrionale; nell'emisfero meridionale, come si è già accennato, le stagioni sono invertite.) La differenza fra il giorno più lungo che, come abbiamo detto, capita intorno al 3 gennaio (Terra in perielio) e quello più corto che capita intorno al 3 luglio (Terra in afelio), è di soli 15 secondi.
    Bisogna però tenere conto del fatto che questa piccola differenza giornaliera si va accumulando con il passare dei giorni così che, sommando il contributo di tanti giorni tutti più lunghi e quello di tanti giorni tutti più corti, si arriva ad una differenza di oltre 7 minuti (in anticipo o in ritardo) dell'ora solare con il tempo medio.
    Una seconda causa di fluttuazioni più o meno irregolari è individuabile nel fatto che il Sole non si muove lungo l'equatore, ma lungo l'eclittica; però il quadrante celeste su cui si contano le ore è l'equatore e non l'eclit­tica. Ora, poiché la linea dell'equatore è inclinata di circa 23 gradi e mezzo sull'eclittica, la velocità apparente del Sole sull'eclittica non si mantiene identica quando la stessa viene trasferita sull'equatore e, per questo motivo, alla durata del giorno, si va ad aggiungere un altro elemento di imperfezione. In questo caso la differenza fra il giorno più lungo e quello più corto dell'anno arriva complessivamente a circa 40 secondi.
    Queste due irregolarità non hanno la stessa ampiezza, né sono fra loro in fase per cui il risultato finale non è dato semplicemente dalla loro somma. La loro combinazione, invece, fa sì che la differenza fra il più lungo giorno solare, che capita a metà dicembre, e il più corto, che capita a metà settembre, assommi a circa 52 secondi.
    Ora però l'effetto cumulativo di tutti i giorni con l'anticipo e di tutti quelli con il ritardo dà luogo ad uno sfasamento massimo di circa 15 minuti di anticipo, che si raggiunge verso il 10 febbraio e altrettanti di ritardo, che si raggiunge verso il 4 novembre.
    In altre parole, un orologio solare (cioè in pratica una meridiana) anticipa o ritarda, durante l'anno, di un quarto d'ora al massimo rispetto ad un orologio che segna il tempo in modo uniforme (in pratica quello che portiamo al polso).
    Per concludere, il Sole non è un buon orologio, perché a volte procede troppo velocemente e a volte troppo lentamente e guai se gli orologiai dovessero fabbricare orologi con le lancette obbligate a muoversi al passo con gli spostamenti reali dell’astro.
    Come fare allora per uniformare la misurazione dello scorrere del tempo? Gli astronomi, come abbiamo già detto, hanno pensato di correggere a tavolino il movimento del Sole creandone uno artificiale che si muove in cielo con moto perfettamente regolare e costante e che a volte precede il Sole vero e a volte lo segue, ma che alla fine del viaggio arriva alla pari con esso.
    Questo ipotetico Sole è stato chiamato «Sole medio» e, a ben pensarci, non sarebbe altro che il riflesso di una Terra che gira intorno al Sole su un'orbita perfettamente circolare e su sé stessa intorno ad un asse di rotazione assolutamente stabile e sistemato in posizione verticale in modo da far coincidere il piano dell’eclittica con il piano equatoriale.
    Con l'introduzione del Sole medio si pensò di essere entrati fi­nalmente in possesso di un intervallo temporale rigorosamente preciso e costante.
    Questo intervallo di tempo è stato chiamato «giorno solare medio» e può essere definito come il tempo che intercorre fra due successive culminazioni del Sole medio sul meridiano del luogo. Il giorno solare medio rappresenta la media aritmetica di tutti i giorni di un anno e dura esattamente 24 ore ma, come vedremo, nemmeno questo è quell’intervallo di tempo preciso e accurato che ci si era illusi di avere individuato.
    Dal giorno solare medio si è passati, nel 1820, alla definizione di quella che sarebbe rimasta, per più di cento anni, l'unità fondamentale di misura del tempo nel «Sistema Assoluto delle Misure», vale a dire il secondo.
    Esso, su proposta di un comitato di scienziati francesi, venne definito come la 86.400ª parte del giorno solare medio (24 ore x 60 minuti x 60 secondi = 86.400 secondi, in un giorno).
    Nel corso dell'anno, il «tempo solare vero» (che è dato, come si è detto, dal Sole vero che si muove in modo irregolare) un po' è in anticipo e un po' è in ritardo rispetto al «tempo solare medio» (che è dato invece da un Sole fittizio che si muove uniformemente lungo l'equatore celeste) e solo in quattro giorni dell'anno i due tempi coincidono.
    La differenza, positiva o negativa, fra tempo vero e tempo medio si chiama «equazione del tempo» ed è stata calcolata per tutte le ore della giornata e per tutti i giorni dell'anno, tuttavia di solito viene fornita solo per il mezzogiorno e sotto forma di grafico che viene chiamato analemma, da un termine greco che significa "riassunto".
    Si tratta in pratica di un diagramma a forma di sinusoide che rappresenta una sintesi del divario fra il mezzogiorno vero e quello medio nei diversi giorni dell'anno.
    In esso si possono notare due massimi (+3,8 minuti il 14 maggio e +16,4 minuti il 3 novembre), due minimi (-14,4 minuti il 12 febbraio e -6,4 minuti il 26 luglio) e quattro valori nulli in cui, evidentemente, il «Sole vero» e il «Sole medio» coincidono (16 aprile, 14 giugno, 1° settembre e 25 dicembre).
    Per la precisione, occorre dire che gli scarti variano leggermente di anno in anno, perché l'anno civile non inizia mai in perfetta coincidenza con quello astronomico, tuttavia i valori che abbiamo riportato sopra possono essere ritenuti sufficientemente indicativi. Un esempio di analemma si trova alla base della meridiana situata sulla parete laterale del Duomo di Gorizia.
    A volte, sulle meridiane, ossia su quelle linee sulle quali, al mezzogiorno vero, cade il raggio di luce solare, viene disegnata una strana figura a forma di "otto", che un matematico chiamerebbe "lemniscata".
    Essa non è altro che un modo diverso di rappresentare, sotto forma di grafico, la equazione del tempo.
    In essa sono infatti indicati, per ciascun mese dell'anno e per i vari giorni del mese, le correzioni da apportare all'ora segnata dalla meridiana stessa per ottenere il mezzogiorno solare medio (che in definitiva, come abbiamo più volte detto, è quello segnato dall’orologio che portiamo al polso).

    IL TEMPO DELLE EFFEMERIDI: Anche se il giorno solare medio si avvicina di molto ad un intervallo di tempo costante e regolare, nemmeno esso, in realtà, è un'unità di misura sufficientemente precisa e tale da soddisfare le esigenze di una società moderna fondata prevalentemente sulla ricerca scientifica e tecnologica.
    Per queste attività sarebbe infatti necessario disporre di un'unità di misura di altissima precisione che il movimento della Terra su sé stessa non è in grado di garantire. Questa nuova unità di misura alla fine fu individuata nel cosiddetto «tempo delle Effemeridi» (T.E.) una misura del tempo fissa e immutabile, così denominata perché è impiegata per il calcolo delle posizioni dei corpi del sistema solare.
    Le effemeridi (dal greco: epi = sopra e hemera = giorno) non sono altro che delle tabelle in cui vengono riportate, ad intervalli di tempo costanti e regolari (per esempio per tutti i giorni), le posizioni che assumeranno in cielo i principali corpi celesti come la Luna, il Sole, i pianeti e i loro satelliti, oltre alle comete più note e ai più grossi asteroidi, calcolate a partire dalle posizioni che gli stessi occupano in un preciso istante, e dalle velocità con le quali viaggiano.
    Ma non è di questo che dobbiamo occuparci, bensì del modo in cui si è arrivati alla definizione del cosiddetto “tempo delle Effemeridi”.
    Scartato il moto di rotazione della Terra come fenomeno di riferimento per la determinazione dell’unità di misura temporale, si andò in cerca di qualche altro fenomeno, sempre legato al movimento della sfera celeste, che desse maggiori garanzie di regolarità e stabilità.
    Non si sarebbe infatti neppure potuto prendere in considerazione l’ipotesi di svincolare completamente la misura del tempo dal riferimento al moto apparente del Sole, perché la vita di tutti i giorni, come abbiamo più volte fatto notare, è scandita proprio dal sorgere e dal tramontare di quest'astro.
    Alla fine la scelta cadde sull'altro movimento della sfera celeste legato al ciclo solare e cioè sul periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole.
    Venne pertanto assunto come base per la misura del tempo, non più la durata del giorno, bensì quella dell'anno.
    Più precisamente, si decise di prendere in considerazione la durata dell'anno tropico che corrisponde al tempo che impiega il Sole a ritornare, un anno dopo, al punto vernale dal quale era partito l’anno prima.
    Il nome di «anno tropico» (dal greco tropos = ribaltamento, rivolgimento, con riferimento al moto del Sole il quale sembra fermarsi nei giorni dei solstizi e quindi invertire la marcia dopo aver raggiunto in cielo il punto più alto in estate e, rispettivamente, il punto più basso in inverno), deriva dalla definizione che anticamente veniva data al periodo di tempo impiegato dal Sole, nel suo moto apparente, per tornare, dopo un anno, al solstizio con lo stesso nome.
    Ora è evidente che anche l'anno tropico (come già il giorno siderale) non è un intervallo di tempo costante e inalterabile, perché il punto vernale si muove e anche in modo non del tutto uniforme.
    Quindi per poter definire un periodo di tempo fisso e costante, come richie­sto dalla ricerca scientifica, era necessario specificare, oltre al pe­riodo, anche l'anno al quale far riferimento.
    La scelta, alla fine, cadde sull'anno che iniziava il 31 dicembre 1899 a mezzogiorno (corrispondente al giorno 0 gennaio 1900, ore 12) e terminava alla stessa ora del 31 dicembre del 1900.
    Da questa unità di misura si ricavò il «secondo delle Effemeridi» il quale, di conseguenza, diventava un tempo ideale che si sarebbe mantenuto, per definizione, fisso e immutabile per sempre. Gli astronomi, come si sarà notato, numerano i giorni e gli anni in modo diverso da quello in uso per gli scopi civili: per essi non solo esiste il giorno zero, ma anche l’anno zero che, per razionalità algebrica, è stato assegnato a quello che gli storici hanno chiamato anno 1 avanti Cristo.
    Così, nel 1960, su proposta dell'Unione Astronomica Internazionale (IAU) in occasione dell'XI Conferenza Generale dei Pesi e Misure, dopo avere determinato con precisione la durata del primo anno tropico del secolo scorso che risultò essere di 31.556.925,9747 secondi, si decise di assumere, come unità di misura del tempo, il valore che si ricava dalla frazione 1/31.556.925,9747.
    Questa frazione dell’anno tropico venne chiamata «Secondo di Tempo delle Effemeridi».
    Nei calcoli e nelle misure temporali di precisione oggi si usa quindi il secondo delle Effemeridi che è un’unità di tempo la quale viene scandita con la massima regolarità e precisione dai cosiddetti orologi atomici, i "marcatempo" più affidabili attualmente in uso e dei quali parleremo in seguito.
    L'unità di misura del tempo oggi corrisponde, pertanto, a un campione fisico perfettamente stabile e riproducibile in laboratorio.
    Questo intervallo di tempo, praticamente invariabile, tanto a lungo cercato e finalmente determinato con la massima precisione, per ironia della sorte si dimostra ora troppo preciso.
    La contraddizione dipende dal fatto che i tempi della vita civile continuano ad essere regolati dal corso non del tutto uniforme del Sole e non da quello estremamente preciso e regolare degli orologi atomici.
    Per questo motivo, il tempo dato dall'orologio atomico, che poi, in definitiva, è quello che segnano gli orologi che portiamo al polso, di quando in quando, deve essere corretto perché sia rimesso al passo con il tempo solare, che rimane il vero punto di riferimento sia per gli impieghi civili sia per le attività scientifiche.
    Fra la durata del Tempo delle Effemeridi e quella del Tempo solare medio esiste infatti una piccola differenza, che va aumentando con il passare degli anni e che, dal 1900 ad oggi, è diventata di poco più di 80 secondi.
    Si tratta, tutto sommato, di poca cosa (un secondo ogni 15 mesi circa) che costringe tuttavia i tecnici a regolare il tempo civile aggiungendo, ogni tanto, un secondo ai nostri orologi: il risultato si ottiene arretrando di un secondo le lancette dell’orologio che portiamo al polso.
    Pertanto, il giorno in cui si effettua la correzione invece che contare 86.400 secondi ne conta 86.401.
    Per convenzione, nel 1958 tempo atomico e tempo astronomico furono fatti coincidere, ma da allora la Terra ha continuato imperturbabile a “perdere giri”.
    Gli orologi atomici sono entrati in uso nel 1955 e si sono subito dimostrati più precisi di quelli a quarzo che, a causa di variazioni anche minime dei componenti del circuito elettrico che stimola il cristallo, e dell'invecchiamento del cristallo stesso, provocavano, a lungo termine, una leggera variazione della frequenza.
    Gli orologi atomici non hanno invece di questi problemi e sono quindi degli apparecchi di grande precisione che tuttavia non segnano le ore e i minuti, come fanno gli orologi normali, ma scandiscono semplicemente i secondi con un ritmo che, come abbiamo visto, si mantiene costante per tempi lunghissimi.
    Il loro funzionamento si basa sulle vibrazioni naturali delle radiazioni elettromagnetiche emesse o assorbite dagli atomi.
    Le radiazioni elettromagnetiche sono delle onde che viaggiano nello spazio alla velocità della luce, che è essa stessa una radiazione elettromagnetica.
    Gli atomi, come è noto, sono costituiti di elettroni in rapidissimo movimento intorno ad un nucleo centrale formato di protoni e neutroni.
    Gli elettroni viaggiano, in condizioni normali, su determinati livelli energetici, dai quali possono spostarsi solo se vengono investiti da una qualche forma di energia. Tutte le volte che un elettrone viene colpito da una radiazione elettromagnetica di determinata lunghezza d'onda, salta su un livello energetico superiore dal quale però immediatamente dopo ricade su quello da cui era partito, emettendo a sua volta radiazioni elettromagnetiche.
    Questi salti compiuti dagli ele.


    Seconda parte
    SPAZIO E NASCITA DEI PIANETI: DALLE NOVITA' 2014 DELLA SONDA PHILAE DI ROSETTA SULLA COMETA 67P CHURY. Le tappe di un appuntamento preso 10 anni e molti milioni di chilometri fa, tra la sonda dell'Esa, l'agenzia spaziale europea, e la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, "Chury" per gli amici.

    I MISTERI VISTI SULLO SPAZIO E SULLA NATURA.



    GLI UFO: Dal 1947 ad oggi centinaia di migliaia di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Oltre 21.000 censiti in Italia dal Centro Italiano Studi Ufologici.
    Milioni di testimoni, pochi i bugiardi, rappresentano di per sè un fenomeno innegabile e meritevole di attenzione scientifica. Un fenomeno che ha generato un mito ed un mito che ha, in seguito, generato un fenomeno.
    Al di là degli aspetti folkloristici e sensazionalistici, la vera ufologia cerca di capire l'origine degli avvistamenti, qualunque essa sia. Extraterrestri?
    Fenomeni naturali?
    Armi segrete?
    Cause psico-sociologiche?
    Nessuna singola ipotesi riesce a spiegare il fenomeno.
    Come in ogni altra parte del mondo, migliaia di avvistamenti di fenomeni aerei anomali sono stati segnalati anche in Italia a partire dal 1947 e rappresentanto, quantomeno, l'indiscutibile presenza di un fenomeno di natura sociale.
    La casistica accumulata (solitamente raccolta e gestita su base regionale o provinciale) è oggetto di analisi statistiche, al fine di evidenziare eventuali elementi ripetitivi e distintivi. Anche in Italia si sono registrati dei periodi di intensa o enorme presenza di avvistamenti UFO: si tratta del cosiddette "ondate", un vero fenomeno nel fenomeno. La variegata moltitudine dei racconti di avvistamento UFO è stata classificata secondo una serie di parametri, solitamente descrittivi, al fine di facilitarne la gestione.
    Sono i casi più strani, controversi ed interessanti dell'intera casistica ufologica. Il fenomeno si trova vicino o vicinissimo al testimone, c'è, talvolta, la scoperta di tracce a posteriori e in certe occasioni vengono visti quelli che comunemente vengono indicati come i "piloti"!
    Fantasie? Falsi?
    A fronte di relativamente poche burle e di una percentuale maggiore di errori percettivi e di valutazione, esiste un numero significativo di casi che non ha ancora trovato una spiegazione. Ma ciò non significa necessariamente tirare in ballo i "marziani" o altre ipotesi esotiche.
    Sono ben oltre 800 gli "incontri ravvicinati" segnalati in Italia. Non si hanno valori precisi sul numero di Incontri Ravvicinati a livello internazionale, ma si stimano in ben oltre 10.000 gli eventi di presunta natura ufologica (o ad essi correlati) di questo tipo, inclusi i casi di "rapimento".
    Oltre un gran numero di fenomeni convenzionali e naturali in grado di lasciare danni o bizzarri effetti sul suolo e la vegetazione, esistono, comunque, alcuni casi con tracce realmente inusuali. I casi ben investigati, dove le tracce sono state raccolte ed analizzate da esperti competenti (e non ufologi!) dopo un lasso di tempo ragionevolmente breve successivamente alla scoperta, sono effettivamente pochi, ma degni della massima attenzione.
    Le poche analisi condotte (intendiamo quelle realmente serie ed affidabili) non hanno mai indicato la presenza di minerali o metalli extraterrestri o altre sostanze non di questo pianeta, ma hanno comunque spesso fornito l'indicazione che qualcosa di strano fosse accaduto. Questo costituisce un importante punto di partenza, una ragione sufficiente per promuovere ulteriori investigazioni orientate a scoprire le cause delle tracce messe (o meno) in relazione con un fenomeno aereo anomalo.
    Le tracce rappresentano uno dei rarissimi aspetti dei fenomeni UFO che è possibile misurare dopo l'osservazione. Sono necessarie analisi approfondite da parte di ricercatori indipendenti e competenti, in grado di usare le opportune attrezzature. Tutto ciò è qualcosa di difficile da conseguire per la maggior parte dei gruppi ufologici internazionali, per cui delle buone inchieste su casi con tracce sono, purtroppo, una rarità in ufologia. Il più delle volte laboratori non qualificati sono stati coinvolti in questo tipo di investigazioni solo perchè particolarmente economici o, più spesso, perchè tra il loro personale c'era un amico o perfino un ufologo!
    In tali casi, la qualità dei risultati deve essere attentamente valutata e comunque confrontata con ulteriori analisi.

    SCOPERTA MUMMIA CHE SOMIGLIA AD ALIENO: Renato Davila Riquelme, antropologo al Museo dei Rituali Andini di Andahuaylillas, provincia di Quispicanchi (Cusco), ha annunciato di aver scoperto una mummia con caratteristiche non umane.
    La mummia era stata trovata in un sito dedicato a Huiracocha, il Dio della cultura andina, in una zona in cui sono stati spesso avvistati degli UFO. Renato Riquelme Davila, spera anche di ottenere una borsa di studio e un supporto scientifico, per poter analizzarla più a fondo. Ha affermato di aver deciso di dare la notizia dopo l’apprezzamento superficiale di tre medici, due spagnoli e uno russo, venuti al museo due settimane fa, che sorpresi dopo aver analizzato superficialmente la mummia, hanno convenuto che queste caratteristiche non sono quelle di un essere umano. Renato Riquelme Davila ha detto: “L’apprezzamento è superficiale, ma l’hanno esaminata e hanno affermato che non è terrestre. Il volto è di forma triangolare con un enorme cavità per il cervello. La testa misura una media dai 18 ai 20 centimetri”. L’altezza è di 50 centimetri e lo scheletro è deformato. Mancano la mani, ma le ossa del braccio sono così sottili che sembrano corrispondere quelle di un nano. Ci aspettavamo un supporto scientifico supplementare, ma i medici (stranieri), ci hanno incoraggiato a diffondere la notizia. Va notato che non è ancora stato fatto il test del DNA, o altri studi scientifici specializzati”. Riquelme Davila ha spiegato che le caratteristiche del corpo, 50 centimetri di altezza, testa triangolare, cavità degli occhi molto grandi, fontanella aperta, sono quelle dei bambini fino a 1 anno di età, ma la mummia dispone di molari e questo dimostra che c’è un divario enorme, fatto non comune negli esseri umani. Ha spiegato che il teschio ha una frattura sul davanti e questo non esiste in nessun gruppo etnico al mondo.

    STORIE SUI PRESUNTI RAPIMENTI ALIENI: Una mattina di Agosto di qualche anno fa quando in viaggio verso le vacanze mi sono fermato per una breve sosta in una stazione di servizio lungo l'autostrada.
    Ricordo che stavo andando alla cassa per pagare la colazione quando il mio sguardo é caduto su una specie di grande cesta in cui erano sparpagliati alla rinfusa dei libri dall'aspetto un po' logoro. Uno in particolare mi incuriosiva: aveva una copertina grigia con una grande scritta rossa: "INTRUSI" L'autore di questo volume, Budd Hopkins, mi era del tutto sconosciuto: "UN'INCREDIBILE SERIE DI RAPIMENTI SVELA UNA INQUIETANTE REALTA': LA TERRA E L' UMANITA' SONO UN GIGANTESCO LABORATORIO SPAZIALE PER ESSERI DI ALTRI MONDI." Presi il libro e lo sfogliai.
    All'interno c'erano alcune fotografie e vari disegni che mostravano strane creature dalle enormi teste e dai grandi occhi neri. ("Alien 2" © 2000 di E. Wyatt Smith)
    Sono sempre stato un grande appassionato di Ufo e di Misteri, mai però prima di quel giorno avevo sentito parlare di UFO che rapiscono gli uomini.
    Non sapevo veramente nulla di Budd Hopkins e dei suoi racconti. Nulla delle sue ricerche.
    Non so cosa esattamente mi spinse a comprare "quel" libro così apparentemente assurdo ed incredibile ma é certo che l'ho comprato e l'ho anche letto molto velocemente.
    Per puro caso grazie alla lettura di "Intrusi,"abbandonato in quella cesta da chissà quanto tempo, é partita la mia ricerca personale su questo fenomeno da film di fantascienza, tanto incredibile quanto inquietante. Una ricerca purtroppo frustrata dall'estrema scarsità di fonti informative che se ne occupano. I libri che trattano di questo argomento, noto anche solo per "sentito dire" solo ad una ristrettissima cerchia di persone, si possono contare sulle dita di una mano e molti non sono stati neppure mai pubblicati in italiano.
    Anni fa non ci sarebbe stata nessuna possibilità di acquisire informazioni su una storia così oscura ed ignorata sistematicamente da tutti i media, anzi spesso fatta oggetto di lazzi e di derisione. Oggi per fortuna esiste questo potente strumento di libertà che si chiama WEB. Oggi grazie alla "Rete" un'informazione per quanto nascosta e snobbata dai canali ufficiali ha la possibilità teorica di raggiungere un pubblico discretamente vasto.
    Per questo, partendo dall'ipotesi che quanto descritto da Budd Hopkins fosse vero, ho cominciato a cercare nel Web tutte le informazioni che potessero suffragare la sua tesi: "ci sono molte persone che sostengono di essere rapite da creature non umane e da queste usate secondo la propria agenda e per scopi a noi non noti". Ho così presto scoperto che oltre ad Hopkins ci sono anche altri, seppur pochi, ricercatori che si sono occupati di questi racconti: David Jacobs fra tutti ma anche Karla Turner, Colleen Johnston, John Mack, Johannes Fiebag, Barbara Bartholic, James Bartley, Mike Menkin......
    Frutto di queste letture, come riassunto e rielaborazione logca di quanto é stato pubblicato in letteratura sull'argomento Ufo Abduction: la mia convinzione che in questo caso non si tratta di semplici fantasie da liquidare frettolosamente come conseguenza di malattia mentale o di smania di assurdo protagonismo. Io credo che in questi racconti ci sia della sostanza che considerata la loro natura meriterebbe da parte di tutti una maggiore attenzione.
    Lo scopo di "rapimentialieni" é quello di documentare nella maniera più obiettiva possibile quello che emerge dagli studi di chi si é occupato per anni con metodo e serietà di queste storie. Storie che si basano sui racconti fatti da persone per altro assolutamente normali. Storie che trovano molta difficoltà ad essere prese sul serio: ".....Alla base di questa insensibilità c'è una motivazione prettamente umana.
    Finché si immagina un'intelligenza extraterrestre presente nel cosmo, ma lontana, dotata di una tecnologia che le consenta voli spaziali a livello di sistema solare, non sorgono grossi problemi di accettazione, visto che si tratta di un concetto non traumatico, razionale e, tutto sommato, confortevole e rassicurante. In questo schema noi terrestri non siamo né coinvolti né, tanto meno, chiamati in causa e non ci resta altro da fare che predisporci ad attendere passivamente qualche segnale lanciato nella nostra direzione attraverso l'insondabile vastità del cosmo.
    Ben diverso è invece ammettere la possibilità che Intelligenze Aliene stiano già visitando, come il fenomeno UFO dimostra, il nostro pianeta e che utilizzino gli esseri umani come cavie da laboratorio, al fine di perseguire un loro misterioso, quanto imperscrutabile, fine. Questa sì che è un'idea che disturba e che sconvolge". (da "Intrusi" di Budd Hopkins; Armenia Editore; pag.14) "The Bugman" © 1997 di Jeff Westover
    La dottoressa Karla Turner studiosa fu appassionata e ricercatrice americana del fenomeno abduction. Molte delle informazioni che sono oggi a disposizione di coloro che tentano di penetrare il fitto mistero delle ufo abduction derivano dalle ricerche della dottoressa Turner: il lavoro scientifico e soprattutto divulgativo di Karla è rimasto purtroppo incompiuto. Lei ha cercato in tutti i modi di diffondere nell'opinione pubblica e nella comunità ufologica internazionale il suo modo di intendere il fenomeno dei rapimenti ufo sfidando senza paura le potenti creature che Lei stessa aveva definito nel suo ultimo libro "Diavoli mascherati da Angeli".
    "E' difficile investigare sulla maggior parte dei ricordi di un rapimento in maniera puramente scientifica, soprattutto perché questi ricordi vengono spesso soppressi, emergendo talvolta soltanto come vaghi flashback ed episodi di sogno....
    Ma l'approccio scientifico allo studio degli UFO nel suo complesso non si è dimostrato affatto coronato da successo. A dispetto di mezzo secolo di ricerche da parte di molte persone intelligenti che hanno investigato il fenomeno dei dischi volanti con metodi scientifici, non sono state trovate risposte affidabili alle domande più importanti.
    Le investigazioni sui racconti degli avvistamenti, le tracce di atterraggi, le fotografie, le videoregistrazioni.... e i relativi documenti governativi hanno accumulato una montagna di dati e un certo numero di teorie, ma nulla di indiscutibilmente vero sulla natura degli UFO e dei loro occupanti non-umani, la loro origine o la ragione della loro presenza fra noi. Grandi passi avanti sono stati fatti nella terapia della "sindrome da rapimento," che ha fornito aiuto e sostegno a coloro che convivono con questo fatto eccezionale e che lavorano per risolvere il loro trauma emotivo, per ridurre ad un equilibrio accettabile la frantumazione della loro vita quotidiana per trasformare o assimilare queste esperienze in modo positivo. Ma mentre tutto ciò è certamente lodevole, questo non significa necessariamente che si tratta di vera ricerca. Il fine della terapia riguarda l'equilibrio psichico delle persone mentre il fine della ricerca deve essere il raggiungimento di una maggiore e più chiara comprensione del fenomeno. Il fatto fondamentale è scoprire perché i rapimenti avvengono, che cosa significano e se e come si può modificare questa situazione." (da "Rapite dagli UFO" di Karla Turner; ed. Mediterranee; pag.19). "Blue" ©1999 di Kris Hastings Dr. Johannes Fiebag e al Prof. John Mack.




    IL MISTERO DEI CERCHI NEL GRANO: I "cerchi nel grano" ("Crop Circles") sono di forma rotonda o ellittica, con un diametro che varia dai 45 centimetri ai 200 metri, con una dimensione media di 50 metri; sono di una precisione assoluta, con una straordinaria fantasia di varianti nel disegno.
    Molto particolare è anche il modo in cui i cerchi vengono tracciati: le piante di grano vengono piegate delicatamente, tutte nella stessa direzione e mai spezzate. Continuano infatti a crescere tranquillamente, raggiungendo così sdraiate, la piena maturazione. Scienziati statunitensi hanno scoperto nelle piante prelevate dai cerchi notevoli alterazioni fisiche e genetiche, spiegabili solo con l'irradiazione di microonde a noi sconosciute.
    Il 15 Agosto del 1972 a Warminster, nel sud dell'Inghilterra, Bryce Bond (giornalista radiofonico americano) e Arthur Shuttlewood (ufologo britannico, figura importante nella storia del fenomeno quale testimone di molti avvistamenti e apparizioni di cerchi) si recarono sulla Stars Hill, la Collina delle Stelle, dopo il tramonto; da lì, mentre osservavano il cielo, videro due oggetti splendenti danzare in cielo.
    In seguito l'americano riferì che uno di questi oggetti, di forma triangolare e lungo circa sette metri, si avvicinò e cominciò a muoversi sopra un vicino campo di grano. Sotto l'oggetto le spighe si adagiarono con grazia, a spirale, gli steli uniformemente piegati in senso orario, e in meno di un minuto si formò un grande disegno di forma triangolare, avente un diametro di 7 metri; Bond conclude il racconto dicendo che poi apparvero un secondo cerchio di 10 metri di diametro e un'ellisse affusolata. Terminato il suo disegno l'oggetto schizzò via e scomparve. Quello di Warminster era il primo Crop Circle della storia ad avere dei testimoni; da quel giorno i cerchi comparvero regolarmente; poi nel 1990 apparvero disegni più complicati, non più singoli cerchi ma "pittogrammi" o "agroglifici".
    Si è a conoscenza del fenomeno dagli Anni Settanta (testimonianze di Cerchi nel Grano ci arrivano dall'Australia nel 1966 e dagli Stati Uniti negli anni '30 e '40, ma, senza un corredo fotografico, non possono essere prese in considerazione), da quando alcuni piloti, dai loro aerei, videro stagliarsi cerchi di straordinaria bellezza e simmetria sui campi di grano maturo dell'Inghilterra meridionale. Dapprima solamente cerchi, perfettamente geometrici, questi fenomeni sono diventati sempre più complessi nella loro architettura, evolvendo di anno in anno fino a formare splendide figure. L'esempio più stupefacente è la formazione del 13 Agosto 2001, a Milk Hill, vicino Alton Barnes, Wiltshire, Inghilterra del sud: 300 metri di diametro, formata da 409 cerchi perfettamente misurati.
    Il fenomeno si sviluppò anche in altri paesi e nel 1991 apparvero i primi "pittogrammi" in Germania. Ma il posto in cui vi sono stati più avvistamenti UFO e apparizioni di cerchi (quasi sempre tra aprile ed agosto) è sicuramente il Sud dell' Inghilterra, presso Warminster, una delle regioni più belle e misteriose del pianeta. Il fatto sorprendente è che Warminster giace esattamente al centro del famoso triangolo formato da Glastonbury (collegato alla profezia biblica della "Nuova Gerusalemme", secondo cui una nuova era avrebbe avuto inizio dalla "Engelland, nome divenuto col tempo England), Avebury (complesso megalitico, antico santuario della preistoria) e Stonehenge (altro misterioso complesso megalitico, probabile osservatorio astronomico o tempio); luoghi situati tutti su antiche "linee di energia". La città è inoltre circondata da sei colline che portano nomi significativi: "Heaven's Gate" (Cancello del Cielo), "Lord's Hill" (Collina del signore"), "Jacob's Ladder" (Scala di Giacobbe), "Star Hill" (Collina delle Stelle) e "Cradle Hill" (Collina della Culla).
    Che cosa sono dunque i cerchi nel grano?
    Gli investigatori partorirono diverse ipotesi sull'origine dei "Crop Circles": era la Madre Terra che reagiva in quel modo alla distruzione dell'ambiente?
    Erano "turbini di vento", "campi morfogenetici", "poteri telecinetici" dei ricercatori o "forze geomagnetiche"?
    Era stato l'atterraggio di dischi volanti a lasciare quei segni oppure, secondo la spiegazione più divertente, i cerchi erano stati impressi da ricci e porcospini nel momento della copula e in presenza dei rivali in amore che, spettatori involontari della scena, correvano in tondo a una certa distanza dalla coppia, marcando il bordo esterno dei cerchi?
    Secondo gli Ufologi sono messaggi di entità extraterrestri, da decrittare prima del loro "arrivo"; pittogrammi che, attingendo dalle nostre culture, dovrebbero mediare pensiero umano e alieno permettendoci di capire queste entità senza essere scossi da uno shock culturale che minerebbe le basi delle nostre società e religioni. Secondo Michael Hesemann (uno dei maggiori esperti in questo campo) la soluzione del mistero dei cerchi nel grano è connessa proprio con la venuta degli UFO: "I cerchi non sono che un nuovo modo con cui gli extraterrestri vogliono annunciarci il loro ritorno e, per risparmiare alla nostra cultura un terribile shock, hanno scelto questo mezzo così blando, raffinato e di grande bellezza, che prepara le nostre coscienze per gradi, ampliandone gli orizzonti". La scoperta improvvisa di intelligenze extraterrestri potrebbe infatti avere un effetto devastante che provocherebbe ansia, panico, isterismo di massa e governi in crisi. Secondo gli scettici sono grandi opere d'arte create dall'uomo, attraverso una tecnica ancora segreta, ma certo non "aliena".
    Molte associazioni si sono premurate di "creare" segni nel grano per dimostrare che era possibile realizzarli. Tra di esse il Team Satan inglese, certamente il più esperto, ha raggiunto un discreto livello realizzativo, ancora lontano però da quello dei cerchi considerati "autentici". Lo stesso vale per i numerosi ed anzianotti signori inglesi che hanno millantato la creazione dei segni sostenendo di essersi fatti beffe del mondo intero per anni: nessuno è stato in grado di costruire un'opera convincente davanti alle telecamere.
    I mezzi più diffusi sono una scala o un palo posto a centro del cerchio, una corda legata a questo perno alla quale far svolgere un giro di 360 gradi mentre uomini armati di assi la seguono piegando quattro o cinque steli alla volta con cautela, senza spezzarli. Con questo si ottengono ottimi cerchi, quasi perfetti, ma è difficile disegnare figure più complesse.
    Le caratteristiche dei cerchi sono molte e vanno elencate scrupolosamente per comprendere il fenomeno in tutte le sue sfumature: i cerchi compaiono in una notte, qualunque sia la loro dimensione, ma si sono riscontrati casi di aggiunte fatte in notti successive, anche piuttosto distanti da quella della creazione. I cerchi hanno un forte legame geografico con le aree preistoriche, in particolare gli antichi cerchi di pietre megalitiche, uno per tutti: Stonehenge, nel Wiltshire. Il grano è piegato, mai spezzato, in senso orario o antiorario, con una linea di spighe piegata nel senso opposto, sul margine, per rendere più netto il disegno. A volte, oltre che piegato, il grano è anche intrecciato, molto raramente presenta lievi bruciature. Gli insetti tra le spighe sono tutti morti, secondo alcuni studi letteralmente "esplosi", come se fossero stati esposti ad un forte calore. Un povero porcospino, trovato in un cerchio in Canada il 22 Agosto 1992 a Milestone, Saskatchewan, era schiacciato fino a raggiungere uno spessore di due centimetri e gli aculei ancora presenti sul corpo erano piegati nello stesso senso del grano.
    Non ci sono impronte tra il grano né vicino ad esso, le spighe, inoltre, si spezzano e rovinano sotto i piedi dei primi visitatori del sito. Si contano cerchi formatisi su tutte le specie di cereali, su comune erba, su neve, ghiaccio, sabbia ed una moltitudine di altri terreni. All'interno di alcuni cerchi sono riscontrate anomalie dello spettro elettromagnetico e radioattivo che suscitano nausee e mal di testa. Molti sostengono che all'interno dei cerchi appena formati si può sentire un basso ronzio o, a volte, un fischio costante ed ipnotico. Le spighe piegate presentano mutazioni genetiche, con deformazione dei chicchi, ingrossamento dei nodi, esplosione dei pori delle cellule, riproducibile mettendo le spighe in un comune forno a microonde per due minuti. I cerchi compaiono sempre in zone in cui gli avvistamenti UFO sono più frequenti del normale. Molti testimoni, senza prove a confermare le loro affermazioni, confermano di aver visto "sfere luminose" volare basse sui campi ad alta velocità. I cerchi che sappiamo essere stati fatti dall'uomo presentano indizi inequivocabili della loro manifattura: buchi nel centro dove sono posti i pali di misurazione, segni del passaggio di piedi, imperfezione nei margini, dimensioni contenute, difficoltà a celare il lavoro durante la notte della creazione, spighe spesso spezzate, mai intrecciate.
    Ed ora una lista di dubbi che hanno acceso la curiosità degli scettici negli ultimi anni e, speriamo, anche la vostra spingendovi ad approfondire l'argomento: i cerchi fino ad oggi sono comparsi in: Inghilterra, Germania, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Italia (Agosto 1985, Zoppola, Friuli Venezia Giulia; Grosseto, Toscana, 1990, non confermato; Sicilia 1990 avvistato da un turista straniero su un aereo da turismo, località non specificata, non confermato), Spagna, Svizzera, Ungheria, Bulgaria, Russia, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Afghanistan, Turchia, Egitto, Portorico, Canada, Usa (questa lista è del 1992). Erano legati a luoghi di interesse archeologico, in particolare preistorico, solo in Inghilterra e in Germania. La coincidenza tra Gran Bretagna e Germania, essendo i cerchi tedeschi comparsi molti anni dopo quelli inglesi, potrebbe essere dovuta alla speculazione da parte degli autori dei cerchi sulla stampa Europea. Questa infatti ipotizzava un legame tra i cerchi e i monumenti preistorici già da molti anni.
    L'aumento progressivo della complessità dei disegni sembra la prova più interessante da valutare nel caso di una manifattura umana. La raffinazione di una tecnica che di anno in anno diventa sempre più articolata è decisamente più plausibile nel caso dell'evoluzione di un arte terrestre piuttosto che aliena. La tesi degli Ufologi su un messaggio comunicato per gradi, allo scopo di non sconvolgerci, visto che comunque nessuno ha ancora interpretato i segni, appare debole ed infondata. Posto che essi vogliano parlarci attraverso formule matematiche applicate a pittogrammi di chiara ispirazione culturale - religiosa - geometrica terrestre, perché mai, se essi conoscono così bene le nostre culture, non riescono a comunicare niente al di là della loro bravura nell'esecuzione?
    I campi di grano sono attraversati da sentieri sterrati per il passaggio dei trattori. Non esiste cerchio che non si sovrapponga ad uno di questi sentieri, perlomeno nelle centinaia di foto esistenti. Se gli autori usassero questi sentieri per cominciare l'opera si potrebbe giustificare almeno l'assenza di impronte al di fuori dei cerchi. I campi di granoturco, al contrario, non hanno questi sentieri.
    Perché nessuno ha pensato di monitorare i campi di giorno?
    Essi sono tutti localizzati in aree pianeggianti, circondate da colline molto basse [la più alta (200 metri) è nell'Inghilterra del sud, mentre la Silsbury Hill, costruzione megalitica piramidale di 150 metri, attorno alla quale compaiono centinaia di segni è chiusa durante la notte]. L’eventuale attività umana nei campi nelle ore diurne passerebbe sicuramente inosservata anche se vista dall'alto. Gli autori potrebbero inoltre metterci più di una notte o di un giorno, basterebbe coprire le aree lavorate con teli mimetici, difficili da notare anche dai (pochi) aerei da turismo che ogni giorno sorvolano la zona, sempre di prima mattina, in cerca dei segni.
    Durante l'estate migliaia di persone si recano nello Wiltshire ed organizzano veglie notturne armati di telecamere. Con loro ci sono altrettante numerose troupes di scienziati e giornalisti. Se l'apparizione dei segni coincide con l'avvistamento di queste sfere luminose, perché non esiste un solo filmato convincente del fenomeno?
    Nausee, mal di testa e ronzii possono essere facilmente causati da autosuggestione. Detto questo, i misteri restano molti, moltissimi, troppi, per lasciarci rassicurare da una necessaria dose di sano scetticismo. Nessuno, in definitiva, ha ancora capito come e perché questo fenomeno si verifichi in parti del mondo così lontane, attraverso il medesimo modus operandi. L'interesse dimostrato dall'esercito inglese e da quello statunitense per il fenomeno è documentato e piuttosto sospetto. Come se non bastasse i cerchi hanno la brutta tendenza ad apparire molto vicino a basi militari: il Wiltshire ne è letteralmente disseminato. Questo, naturalmente, ha dato adito ad altre speculazioni che coinvolgono armi segrete e nuove tecnologie testate sul territorio, ma qui si entra in un territorio cedevole in cui è facile cadere nel ridicolo e nell'ipotesi di complotto.
    Molte sono le strutture dell'antichità fatte per essere viste dal cielo: dalle grandi "linee" di Nazca in Sud America ai Cavalli scavati nelle colline del Wiltshire. Oggi abbiamo i Crop Circles, testimoni che, attraverso l'arte ed il mistero, un legame indissolubile unisce l'uomo al cielo, culla perfetta di divinità, alieni e suggestioni primordiali.




    LA SPIRALE SACRA, la Kundalini (di Rocco Porreca): Il 5 maggio 1970 presso Bordi in India, Shri Mataji Nirmala Devi dopo 2 giorni trascorsi in completa meditazione è testimone dell’apertura cosmica del Sahasrara Chakra grazie al risveglio della Kundalini Primordiale. Tale evento, paragonabile ad una sorta di rete internet divina, consente agli esseri umani che lo desiderano uno stato di Unione (Yoga) spontanea (sahaja) con il Divino proprio attraverso il risveglio della kundalini presente in ognuno di noi addormentata a livello dell’osso sacro, così denominato dagli antichi greci che evidentemente ne conoscevano la potenzialità.
    Da quel momento Shri Mataji dedica la sua vita alla diffusione gratuita della Realizzazione del Sé e alla pratica di Sahaja Yoga. Questo evento a cavallo del 3° millennio pare realizzare tutte le profezie che parlano di questi tempi. è il tempo del passaggio dal 4° al 5° mondo con un periodo di purificazione secondo le profezie degli indiani d’America o di trasformazione secondo antichi testi dell’India.
    Shri Mataji dice: “Nei Puranas, l’età moderna che stiamo ora vivendo è detta Kali yuga, Età della confusione e del conflitto. Gli “yuga” sono periodi di tempo, lunghi migliaia di anni, che ricorrono secondo una progressione ciclica a spirale. Il Dwapara yuga è la seconda età, nella quale la gente comincia a perdere alcune delle grandi qualità che aveva nella prima età, Età dell’Oro o Satya yuga, mentre il Kali yuga (l’epoca moderna) segna il punto più basso di sviluppo morale e spirituale di ciascun ciclo. Il Kali yuga è seguito dal Krita yuga, l’Età della trasformazione, ovvero quella in cui l’esperienza spirituale diventa un fatto concreto. Questa riconduce finalmente al Satya yuga, l’Età della verità o della realtà, nella quale ritorna l’Età dell’oro, e tutte le facoltà dell’uomo cominciano a manifestarsi un’altra volta nella loro piena gloria.”
    I cerchi nel grano, o crop circles, cominciano a manifestarsi proprio a partire dalla metà degli anni ’70, in Inghilterra (Chakra dell’Attenzione e della Pura Conoscenza). Una sorta di linguaggio divino. Shri Mataji Nirmala Devi è in Inghilterra negli anni ’70. Nel 1979 a Stonehenge percepisce la kundalini del luogo.
    Ganeswara descrive la Kundalini in questi versi:
    Molto piccola e arrotolata su se stessa in tre giri e mezzo,
    Ella assomiglia a un Serpente Femminina la cui testa é rivoltaverso il basso ...
    Ella è un anello lampeggiante
    Un bouquet di fiamme, una colonna d'oro fino.
    Così viene descritta nelle Upanishad:
    Ella sgorga dal centro della base E sale dritta Fino all’apertura del Brahman
    In Lei è l’Energia,
    Tale un serpente arrotolato su se stesso
    Sfavillante come mille folgori,
    Delicata come una tige di loto

    Shri Mataji Nirmala Devi la descrive così in uno dei suoi discorsi:
    “Noi diciamo che essa è Puro Desiderio, ma non sappiamo che cosa significhi Purezza. Significa il vostro desiderio casto, significa che la kundalini non ha cupidigia, avidità, niente di tutto questo.
    Questa forza è, davvero, vostra Madre. Risiede nell'osso triangolare, ed è la vostra vera Madre. Sa tutto di voi. è come un registratore. Sa tutto di voi ed è la vostra vera conoscenza assoluta, perché è così pura. Qualsiasi chakra tocchi, sa anche in anticipo cosa c'è che non va. èpronta e preparata, e si adatta completamente a voi, in modo che il suo risveglio non vi dia alcun problema: se qualche chakra è chiuso, lei aspetta e procede lentamente aprendolo a poco a poco”.
    Questa energia spirituale, riflesso dell’Energia Cosmica o Onnipervadente in ognuno di noi, giace addormentata in attesa di essere risvegliata all’interno dell’osso sacro e ha come simbolo la spirale e il serpente. Ella rappresenta quindi in ogni essere umano il puro desiderio di essere lo Spirito e una volta risvegliata ascende lungo la colonna vertebrale attraversando i centri di energia chiamati chakra nutrendoli e risvegliando in essi le qualità divine. Quando la Kundalini si stabilizza nel sahasrara chakra, il 7° chakra denominato dello yoga e dell’integrazione, risveglia la percezione vibratoria del nostro corpo sottile costituito da chakras e nadis (canali). Tale percezione ci permette così di discernere e curare i blocchi energetici del nostro corpo sottile rendendoci “maestri di noi stessi” e realizzando a pieno la famosa e tanto abusata affermazione: “Conosci te stesso”.
    La spirale o meglio il movimento a spirale è dunque la caratteristica di ogni forza creativa nell’universo: dalle forme primordiali di vita alle galassie, fino alla muscolatura del nostro cuore, nel microcosmo (vedi il DNA) e anche nel macrocosmo quindi. Singolari formazioni di Cerchi nel Grano sono apparse anche in questa direzione. La formazione apparsa a Pewsey ai piedi di uno dei famosi cavalli bianchi il 17 luglio del 2002 è la perfetta rappresentazione di un monile o chiocciola.
    La Madre di tutti i pittogrammi come è stata denominata la formazione apparsa a Barbury Castel il 16 luglio 1991 descrive proprio la kundalini che si irradia (con i cerchi concentrici) dal centro di un triangolo (osso sacro). Ella è simboleggiata dalla spirale nel vertice in basso e quando si mette in movimento (cerchio a forma di ruota a destra) permette di raggiungere l’Unità. Numerose sono state nel corso degli anni le formazioni a spirali o che comunque riguardano il movimento a spirale. La kundalini nella sua ascesa verso la sommità della testa ricorda molto il movimento a spirale del DNA, il codice genetico che è alla base della vita.
    Nel suo libro "Oltre l’Era Moderna", Shri Mataji spiega:
    “La verità è che esiste un’energia residuale che riposa nel Sacro, l’osso triangolare, chiamata kundalini. Questa energia interiore dormiente della nostra evoluzione, ha il potere di donare nutrimento necessario e ricostruire i geni perturbati. Siano essi ereditari o acquisiti. Quando la kundalini viene risvegliata, muta la sequenza dei geni. Non solo corregge il codice del gene, ma penetra attraverso l’area della fontanella e connette il ricercatore al potere onnipervadente dell’Amore Divino. E' anche chiamata la brezza fresca dello Spirito Santo, Ruh, Ritambhara o Param Chaitanya. Insomma l’individuo, con questa seconda nascita, diventa una persona realizzata: il Battesimo diventa un fatto reale. La luce dello Spirito, che è il riflesso di Dio Onnipotente nel nostro cuore, entra nell’attenzione e ci dona l’illuminazione.
    Il ricercatore è effettivamente nato una seconda volta; non ha un certificato ma cambia, poiché ha luogo la trasformazione interiore.” Dopo aver attraversato il 6° chakra, conosciuto anche come terzo occhio, ci porta nel Regno dei Cieli, il sahasrara.
    La splendida formazione apparsa a Woodborough il 13 agosto 2000 descrive bene il sahasrara chakra così come può essere ammirato su alcune rappresentazioni del Buddha. Il risveglio della kundalini viene sostenuto dalle qualità del primo chakra, il mooladhara, innocenza, purezza, saggezza e spontaneità. Essa poggia dunque su di fiore a 4 petali. è così che appare in una formazione del 2003.
    La spirale Sacra è stata conoscenza nascosta di grandi artisti. Ad esempio il Borromini l’ha utilizzata per realizzare la cupola di S. Ivo alla Sapienza a Roma. Il Butinone in un affresco del ‘400, (Gesù sconfigge gli intellettualismi) rappresenta il Figlio di Dio proprio al di sopra di una spirale. William Blake nel suo dipinto “la Scala” rappresenta l’ascesa verso Dio attraverso una scala a spirale. La Dea Matsu detiene la spirale sacra nella mano. Nella Cattedrale di Orvieto, Maria tiene la spirale nella mano sinistra. La spirale appare anche nella cupola di S. Clemente a Roma. La volta che per gli artisti rappresenta il Cosmo, l’Universo, viene raffigurato con l’Albero della Vita: Cristo al centro e sotto di Lui la pianta di acanto i cui rami si dispiegano a spirale per tutta la cupola a simboleggiare l’irraggiamento dell’energia nata dal sacrificio di Gesù.




    I FRATTALI: Guardando un ”Frattale” non si può non pensare “… è magnifico …”. Non è facile capire la loro complessità matematica, ma è facile essere affascinati dalla loro bellezza.
    Quando i disegnatori di mappe britannici hanno cercato di misurare la lunghezza delle coste della Gran Bretagna, hanno praticamente iniziato ad avere a che fare con i frattali. Hanno infatti scoperto che misurando il litorale su ingrandimenti successivi della mappa originale, esso diventava più lungo; e più la mappa era dettagliata, maggiore diventava la lunghezza delle coste; più si guardava da “vicino” e maggiori erano i dettagli visibili: questa è appunto una delle proprietà dei Frattali!
    Queste straordinarie piccole particelle (matematiche in natura, ma quasi artistiche nei loro disegni) catturano l'immaginazione: hanno spesso stupefacenti somiglianze con alcuni Cerchi comparsi nei campi di grano e ci sono state singolari analogie tra le scoperte di frattali e la simultanea apparizione dei cerchi che assomigliavano a quei frattali stessi. Forse la loro somiglianza è una strana casuale combinazione in nessun modo correlata, ma il mistero e la bellezza di entrambi sono comunque affascinanti.
    Il Frattale di Mandelbrot ha una forma geometrica irregolare o frammentata che può essere divisa in più parti ognuna delle quali è una copia in forma ridotta di tutto l’insieme.
    I frattali sono un importante parte della "teoria del caos" alla quale sono legate le nuvole, le montagne, le coste e tutte le altre forme che non corrispondono a figure geometriche.
    Benoit Mandelbrot, un dipendente dell'IBM, fu il primo a pensare di scrivere un programma di calcolo che, eseguito su un computer, permetteva di ottenere le immagini dei frattali che, modificando i valori numerici dei calcoli, apparivano estremamente varie e colorate.
    Mandelbrot ha coniato la parola “Frattale” dall'aggettivo latino “fractus” e dal corrispondente verbo “frangere” che significa rompere o creare frammenti irregolari.

    Il magnifico Cerchio di Mandelbrot
    Dei Cerchi nei Campi di Grano, misteriosamente apparsi in tutto il mondo, si sa veramente molto poco. E' singolare la corrispondenza nella forma di alcuni di essi con dei Frattali: il cerchio di Mandelbrot, ad esempio, sembra una replica del frattale di Mandelbrot. E' semplicemente una coincidenza?
    È stato detto che è impossibile disegnare questi diagrammi senza l'uso di un computer ...
    Il cerchio di Mandelbrot è apparso nel 1991; nel 1996 è apparsa la formazione a spirale Julia Set, vicino a Stonehenge. In seguito, nel 1997, sono apparsi tre cerchi detti di Koch.
    Alcuni Cerchi sembrano semplici, altri sono infinitamente complessi (proprio come i frattali); sono estesi, ma sembrano essersi formati in un piccolo lasso di tempo. Riusciremo mai ad avere una risposta sulla loro origine e sul loro significato?

    LE SRANE LUCI NELLE FORESTE E NELLE STRADE: E sembra invece che ormai senza dubbi che le strane luci che si possono notare nelle foreste e come attraversare anche le strade comuni: siano causate dalle rocce che con l'acqua e il vento provocano fino a relative scintille che si possono illuminare come veri e propri fari anche di notevole potenza ...


    Terza parte (da finire di aggiornare e correggere)

    LE ALTRE INFINITE MAGIE EVIDENTI NATURALI E OCCULE DEGLI ESSERI VIVENTI UMANI, ANIMALI, PIANTE E RESTO DELLA NATURA ED UNIVERSO; INQUINATE DALLO SPORCO, SIN CHE DURA IL RELATIVO CICLO DEL MALE. SINO ALL'IMMORTALITA': Spieghiamo intanto che cos'è e in cosa consiste l'immortalità che contengono tutti i vari tipi di esseri viventi previsti. E' ovvio che qualsiasi essere vivente sia per forza esistito da sempre e che dovrebbe rimanere sempre integro come evidenziavano anche quelle vere e proprie apparizioni di comuni spiriti di bambini e bambine oltre gli Storici suddetti: mostrandomi sempre fedelmente i relativi valori integri, sacri, magici e immortali sempre particolarmente diversi e proprio giusti citati: che funzionano in tutta la sua buona forma immensa "pura e senza alcuna volontà" su se stessi e reciprocamente con tutti gli altri esseri viventi in genere ugualmente onesti e precisi senza sfuggere una virgola (che perciò sarebbero stati dovuti sfruttare regolarmente, attualmente dalla logica possibilità del controllare i propri corpi); utilizzando quelle infinite magie solo quando necessarie con esattamente tutto l'occorrente per praticare gli inevitabili fabbisogni periodici sentimentali calorosi, delle sempre possibili amicizie, intimità e "vero amore" che viviamo quotidianamente nei nostri sogni; sfruttando tutti quei primi valori nei momenti giusti, luoghi preferiti, con gli oggetti desiderati perfettamente esistenti della natura, con sempre disponibili i nostri cari, parenti, giusti amici, gli altri individui di cui "ci sarà impossibile fare a meno anche soltanto di uno di essi in genere non così cattivi tutto sommato (non i veramente cattivi assassini, in ogni caso incompatibili con noi, che stannno tra essi), si potrà volare ed effettuare proprio tutto il resto che quì non è possibile e/o pericoloso ad esempio gareggiare con ogni tipo di mezzo e simili. Che dunque non può mai stufare e annoiare.
    Se non del tutto corrisposto alle proprie esigenze si pareggierebbero tali piaceri solo relativamente, all'occorrenza non ci soddisferebbero abbastanza, od ancora non si proverebbe nulla di valido anche perché quei continui trattamenti causerebbero inevitabile adeguata nausea. Non dando l'immortalità quindi nulla di così vantaggioso, ma eviterebbe solo i rischi, i pericoli, gli inquinamenti, le malattie e la morte: non spiegando perciò, mai abbastanza sul perché della scaturazione di questo mondo e vita attualmente mortali; che ha scaturito i corpi agli esseri viventi con quell'apposito "errore micidiale" che imprigiona relativo sporco; e "vivendo più vite possibili nei tali modi". Tornando "più possibile" perciò alla suddetta sola debolezza e malattia complessiva degli esseri viventi provocate dallo sporco della polvere che lascia il suo sole ...
    Dal praticare il: voler solo bene a se stessi ed altrui, con tutte le odierne sempre più catastrofiche conseguenze fisiche, morali e ambientali; fino a sviluppare anche inevitabilmente via via con le relative possibili ere e stufismi di tutto ciò, il vivere di quella propria integrità. Imparando ad "amare veramente", professando inevitabilmente da quel primo bene !!
    E spiegando solo che in qualche modo prima del vivere l'immortalità che si contiene si é anche voluto sin ora godere tutto il possibile sviluppo del male con la cattiveria e la morte finale prima o poi, di questo tipo di vita ed apposito mondo: colpendo su questi corpi sino a quando essa sarà possibile; con proprio tutto di tutto previsto, sino alla mia subentrata ovvero "dell'esistente vero Salvatore" che riporta alle prime mancanze fondamentali suddette che in ogni caso hanno causato tutto ciò. Effettuando quelle manutenzioni citate al mio corpo infatti sembra proprio che fuoriescono le relative prime infinite magie occulte e che "dopo averle provate, cambiano anche relativamente in bene via via tutte le mansioni concrete e astratte degli esseri viventi"; e scaturendo inevitabilmente agli spiriti "riapparizioni sempre più visibili e sonore", sino al causare la distruzione totale dello sporco e quindi del male con il relativo cambio del mondo "immortale e immenso dalle dimensioni spaziali" che attualmente viviamo nei sogni ...
    - L'immortalità degli esseri viventi con le prime infinite magie naturali sono evidenziate in quelle vere e proprie "parti stellari" concrete e astratte che si leggono soprattutto negli occhi e dovrebbero proprio funzionare relativamente e permanentemente senza i danni del tempo nei cervelli, nei cuori, particolarmente negli organi sessuali e piedi e adeguatamente nel resto dei corpi senza sfuggire una virgola: ma sin ora queste vengono dimostrate in tutta la loro forma immensa solo nei sogni, mostrando proprio tutta la prima vita unica e immortale che ogni individuo detiene dentro di se con le sue esibizioni, i suoi cari, le anime gemelle, gli amici stretti, la sua residenza, i suoi logici luoghi (che comprendono miscele dei posti, dei tempi migliori e felici anche di tutte le sue vite precedenti) e proprio tutto l'altro di desiderato e preferito che vivrà appena terminato questo ciclo; per quella anche misteriosa volontà degli esseri viventi del voler vivere tutto il possibile assurdo gusto del male di questo apposito pianeta Terra prima di quell'inevitabile bene, "riducendo quelle magie come citato con la morte prima o poi. Ma perfettamente distruttibile rimuovendo dal suddetto sporco che si forma nei corpi"; che dovrebbe arrivare ad aggiustare l'intero universo ...
    Come detto queste magie cominciano dal nostro cervello nelle nascite, nel parto, in tutta la gestazione, nel saper immediatamente poppare, simili e praticamente in tutto il resto che contengono gli esseri unani e tutti gli altri esseri viventi. Con gli interi formati dei corpi che sono "in genere" relativamente completi, giusti nelle loro caratteristiche anche appositamente meravigliose particolari ed eccitanti che provocano le relative stimolazioni concentrati soprattutto all'organo sessuale (che anche magicamente si stimola mettendo il "pappagallo" sotto esso) e ai piedi nei suddetti modi "e almeno in parte con comportamenti sentimentali", con le precise volontà, capacità, impulsi, grinta, sensazioni, intuizioni, sesto senso, furbizia, previdenza, espressioni, telepatie come quella del sapere già dentro "senza provare prima" le cose giuste e sbagliate, alle compatibilità con le proprie anime gemelle, agli amici intimi, alla presa del successo prima o poi, ecc, ecc, ecc; che "quando si vogliono", vengono proprio sempre da soli senza problemi. E vi sono poi le magie delle coincidenze, quelle che si scaturiscono dal "tutto sommato, la somma di volte, quando si perde la pazienza" nelle nostre azioni e quindi quelle della serie: LO SAI AUTOMATICAMENTE E LO DEVI SAPERE TU" come sono le cose. In queste, la nostra intolleranza si "scalda" e fa muovere "per forza da sole" le magie che ci vogliono, per risolvere per forza il problema: infatti, mi hanno dimostrato più persone del sapere addirittura già anche di quelle mie scoperte, ma di non volerne ancora sapere di quella bella vita; senza alcun mio relativo accenno !!
    Altre magie di base, si notano sul fatto che il corpo (salvo misteri) in genere si inserisca facilmente in questa natura tra gli altri individui: tollerando sempre le loro varie differenze, fastidi, ed altro; e con anche la magia dei suoi anticorpi, si alimenti facilmente di tutti gli "appositi" cibi previsti. Ed altre si avvertono nelle vivrazioni buone, strane o cattive degli esseri viventi che attualmente perciò servono nel vivere questa vita: quando non si può mai sapere di preciso il come sono le cose, quando si sa di sbagliare e nel ciò che dobbiamo effettuare e a seconda dell'importanza dei fatti quindi, si scaturiscono le magie fino alle superiori dei Sovrannaturali come citato; parlando veramente sempre e solo chiare "salvo quei misteri". Si deve considerare per forza ad esempio anche le magie dei "peli" che (salvo relative debolezze): "crescono sempre come e dove servono" e chissà quante altre magie; in genere sempre ignorate dalla gente, aumentando anche con ciò tutte quelle suddette conseguenze attuali.
    Proprio dal non sempre due più due fa quattro in medicina, alle magie della nostra coscienza, volontà, della Fede nell'occulto (salvo misteri) che "all'occorrenza": possono effettuare perciò, anche veri e propri miracoli; per evitare il peggio (con prove anche a noi avvenute). Queste sarebbero perciò "solo positive" funzionando come natura e da sole quando servono: misteriosamente "quelle principali" con tutte le relative forze ed energie utili quindi, sono imprigionate e si inquinano "già da subito" con quella sempre più zizzania"; ma si potevano ripristinare con quell'intervento chirurgico, (e quindi se abituati a queste prime mansioni immaganizzando la relativa aria magica, anche questa struttura sarebbe adeguatamente immortale "cambiando tutto in bene") !!!
    E tutte le altre infinite magie quindi sono presenti" negli altri Pianeti, Galassie, Stelle, resto dell'universo e dello Spazio: ma sarebbero sempre inquinate dalla loro stessa spazzatura fino a quanto possibile; non si saprà mai di preciso tutto quello che causa complessivamente il sempre più sporco che si forma: nei fisici, morali, natura, ambienti, mondo, nello Spazio e resto dell'universo; si sa solo dell'inevitabile apocalisse e che in ogni caso sarebbe bastato seguire e pulire i corpi come citato, per fare si che il mondo e probabilmente da cio anche tutto il resto dell'universo cambiarsi tranquillissimamente in immortali con le dimensioni Spaziali che contengono tutti di tutti gli esseri viventi previsti e loro preferenze ...

    ED ECCO COME FUNZIONANO LE ALTRE INFINITE MAGIE, INCANTESIMI E MIRACOLI: Il nostro cervello dimostra anche di contenere le infinite magie "di base" e quindi anche a distanza nel far funzionare le cose qualunque esattamente come si vedono, (all'occorrenza coltivano) impastano e si provano prima su se stessi "se si controllassero e mantenessero accuratamente i fisici e morali dei corpi come detto", nelle espressioni, intuizioni, telepatiche, sesto senso, sensazioni, ecc: riuscendo "in genere quando possibile e salvo misteri" a risolvere qualsiasi problema proprio ed altrui, avvertendoci ed assicurandoci dello star tranquilli; come ad esempio avveniva nelle domande delle interrogazioni, sulle odierne attenzioni, distrazioni, ed altro.
    Altre magie, incantesimi e miracoli positivi e negativi di ogni tipo perciò: ci devono aiutare per forza quando necessario, nelle generiche inevitabili particolari debolezze, per importanze ed altri motivi ben precisi piccoli e grossi"; muovendosi sempre senza alcune volontà, facendo o non facendo funzionare proprio le cose che noi vorremmo vedere, in certe particolari cure, guarigioni ed altro !!!
    ...E per le persone come me "che sanno fare più possibile da soli" invece: non sono necessarie grosse magie e quindi queste; possono non scaturirsi !!
    E alcune magie negative perciò, si possono essere impastite proprio anche dalle certe fissazioni e similitudini: dando in genere tutto l'effetto della relativa negatività; a seconda di certe debolezze che si contengono.
    Come il principio della crescita dei semi "già dall'inizio della storia degli esseri viventi sino all'attuale" quindi, anche le infinite magie: si sviluppano sempre più solo se mantenute seguendo i corpi anche in quegli evidenti appositi particolari valori sacri, anche magici e immortali; cominciando dal non stancarsi più mani, resto del corpo e diventando perciò euforico e quindi magico il proprio impulso. Curando anche col bruciare disturbi, calmare dolori, quindi far guarire meglio i pazienti e l'altro citato nel seguente capitolo...
    Per funzionare completamente le infinite magie perciò, devono presentare tutti questi incredienti: 1) Sapere della loro presenza, perchè evidenziata "in tutto il formato e particolarità dei fisici e morali".
    2) Agire su tale presenza "spontaneamente, come lecito".
    3) Correggere quel primo errore micidiale pulendo permanentemente l'uretra con quel completo intervento chirurgico: abolendo i sempre più danni del tempo e tutte le altre generiche conseguenze attuali suddette; facendo funzionare scientificamente permanentemente tutte le sue circolazioni (anche magiche), quindi tutti gli organi, cuore e cervello.
    ...Tale correzione, "raddrizzerà" anche inevitabilmente proprio tutto l'intero impianto dei fisici e morali, liberando le forze positive anche magiche e facendo crollare le attuali incompatibili forze negative: mantenendo la buona salute e benessere nel tempo, scaldandosi e perciò funzionare regolarmente; alimentando perciò sempre migliori relativi sogni, eventuali apparizioni e rendendo infondo innocua quell'inevitabile apocalisse prevista "anche dopo catastrofi di ogni genere". Prima del riuscire a vivere "anche inevitabilmente" senza alcune volontà quella nostra prima vita spirituale; non facendo proprio più alcun effetto l'attuale gusto di questa vita e struttura.
    In queste condizioni di vita occorrono perciò anche gli inevitabili miracoli "fissi". Il primo miracolo è proprio quello del riuscire questa struttura "tutto sommato e in qualche modo" a rimanere ancora ferma: utilizzando proprio qualunque cosa fino a quelle magie dell'immortalità con quell'intervento chirurgico che si sta inserendo nell'aria; e che potrebbero perciò in ogni caso a fare ancora in tempo a fare funzionare il bene. E in quelle sempre più conseguenze dal clima che diventa sempre più impossibile: facendo ad esempio subentrare qualche anno fa una "Linea Fresca", che anche a me aveva fatto riassaporare il gusto del mare e della spiaggia; persi dall'estate 2004 quando c'era il sole detto "malato", mi aveva provocato gravi ustioni a tutto il corpo. (Sperando che c'è ne sia almeno un'altra prima di quell'apocalisse).
    * E non si spiega tuttavia perciò, nonostante quella nostra volontà, le apposite protuberanze, il fatto che l'organo sessuale non sia mai stato trattato per quello che evidenzia e significa: di come sia stato possibile che quel suo formato fatto nella giusta misura, così tanto particolare, spiritoso, espliosivo ed altro (e quindi anche tutte le altre magie citate); abbia potuto sin'ora proprio così tanto non fare comunque nulla di "succoso" per quella nostra comunque tutto sommato, sempre giusta Salvezza.

    IL FUNZIONAMENTO MAGICO DELLA SOMMA DI VOLTE E TROPPO STROPPIA: Chissà quante volte capita di dover affrontare e risolvere a tutti i costi fino a qualunque tipo di problema, avversità ed altro che talvolta richiedono tipi di impegni e fatiche anche più possibili difficili del solito.
    "Tutte le volte che è possibile togliendo i misteri": intervengono allora anche quelle infinite magie che si contengono; e anche quando sembra tutto perduto, arriva per questi quell'aiuto che speriamo.
    E anche con "l'inevitabile, la somma di volte e con il troppo troppia" che talvolta causano il relativo nervoso e simili inquetudini: noi riusciamo "anche inevitabilmente" a risolvere i "principali" nostri problemi; con qualunque soluzione per poter proseguire regolarmente la nostra vita ...
    E seguono poi chissà quante altre delle infinite magie che all'occorrenza funzionano in medesimi modi, come ad esempio quelle che si montano nell'uscire proprio i giusti numeri al lotto ed altre lotterie; rammentandoci sempre dell'esistenza della nostra immortalità con quel suo obbiettivo futuro; che quindi BISOGNEREBBE fedelmente FARCI CASO.

    LE ENERGIE CHE SI IMPASTANO E COLTIVANO: Nel terzo capitolo ho accennato del fatto che in questa natura si può coltivare proprio tutto di tutto sia di concreto che di astratto: seguendo i fabbisogni e tutto il resto a noi necessario, via via sempre più sviluppati; e dipende da cosa si coltiva, ciò può essere positivo, parzialmente positivo o proprio adeguatamente negativo ...
    E quindi, l'alimentazione di questa natura (senza volto) è formata "anche" dalle chissà quante energie che si impastiscono dalle nostre mansioni quotidiane concrete, astratte, animalesce, le complessive forze, capacità, volontà, onestà, vari modi di essere, di fare e l'altro di relativo; formando come impasti astratti positivi e negativi proprio anche relativamente magici, così e così, meno insieme a quelli negativi per gli inquinamenti suddetti e cattiverie. Sempre perfettamente validi e conseuenti nel tempo.
    Alimentando gli attuali fatti buoni ed analogi ad esempio quando capita una qualunque cosa spiacevole, seguita poco dopo da un'atra cosa altrettanto spiacevole che senz'altro centra con la prima, l'altro delle giornate no, quando si ha a che fare con gente di certi tipi, fastidiosa, che vi porta "sfiga", ecc...
    E a seconda delle gravità delle generiche cose e fatti, la natura si inquina anche con i relativi impasti che danno ad esempio quelle ossessioni, isterismi, gli altri vizi talvolta proprio "anche malati", tutti i relativi danni e quelle conseguenze. Inseriti proprio dalle formazioni dei nuclei familiari popolari con i loro difetti sempre particolarmente diversi: dando in genere una relativa vita "sempre un po' pazza"; via via sino al suo inevitabile cambiamento.
    Gli impasti positivi si scaturiscono dai nostri bei momenti e dalla buona salute ed intimità: alimentando le attuali adeguate magiche energie che arrivano in ogni caso fino all'immortalità; se mantenute "controllando i corpi, fino al fargli effettuare quell'intervento chirurgico".
    Quelli così e così, o più o meno vengono scaturiti ad esempio, dai fastidi che può causare l'introdurre di un cane in casa se non vi è l'apposito spazio o un giardino; influenzando il seguire normalmente soprattutto i propri figli.
    Gli impasti del mentire, dei ladri, teppisti e simili che "hanno le gambe corte" e durano poco abolendo le relative cause che sarebbe impossibile accedervi se non servisse per il vedere ciò che si avverte, si prova e gli altri utili motivi prima o poi.
    Che se non ben trattati e combattuti, rivelano i veri e propri inferni adeguati più o meno gravi. Fino a quelli degli individui "di più o di meno cattivi" che nel tempo potrebbero arrivare al necessitare di inquinare, coltivare, sviluppare e "rinforzare" fino alle peggiori negatività attuali anche su essa (proprio come avvenuto sin ora, seguiti dai fatti di New York, kamikaze e le altre attuali sempre più particolamente gravi storie). Che causeranno quell'apocalisse perciò, proprio al più presto !!
    Indebolendo gli esseri viventi nei citati modi e rimanento sempre più proprio solo la coltivazione delle infinite magie che si liberano sempre più da quelle mie prime scoperte universali: "contribuendo" sul badare sempre meglio all'estetica dei corpi, all'amicizia ed amore vero; ed infine per forza quindi all'unione globale paradisiaca come in quei sogni.
    - Perciò dando anche le spiegazioni occulte alle cose: dalla magia delle nascite, i proprio giusti cibi necessari, gli appositi animali, piante, ecc; fino a ragionare quindi su questo mondo senza certezze e senso sempre peggiore da quell'inevitabile sempre più inquinamento atmosferico, sulle sue sempre peggiori catastrofi, sulle relative sempre più pazzie, stranezze e debolezze degli esseri viventi; che porta alle ultime possibili moderazioni, aiuti e combattimenti prima di quella sua fine.
    Sui destini che si montano da questo tipo di vita, sulle vibrazioni adeguatamente strane e brutte "anche sino a nauseanti" che si sentono e si avvertono dal quando "si sa benissimo di sbagliare e si dovrebbe fare invece, in poi".
    Perciò anche delle altre imperfezioni di questa natura, partendo dai maschi che poco dopo la nascita necessitiamo dell'obbligatorio taglio dell'inizio proprio di quel suddetto frenulo micidiale e tutte le altre malformazioni e debolezze di base dei corpi: rimozioni "ingiuste" come ad esempio l'appendicite, le tonsdille, le adenoidi, la milza e "forse" altro; che possono subentrare.
    Dei "proprio più giusti possibili" fastidi e pericoli quotidiani, in seguito citati.
    Del fatto che se non si sterilizziamo soprattutto gli animali domestici come le cagne e le gatte queste ci farebbero i cuccioli ogni 3 mesi circa e dei loro fastidiosi escrementi; e tutto l'altro che rimane.




    PERCIO', LA NASCITA DEL PIANETA TERRA DAL SOLE: NATURA, VITA E RELATIVO OCCULTO CON LE ALTRE INFINITE MAGIE, MISTERI, IMPERFEZIONI, NEGATIVITA' E INQUINAMENTI COMPLESSIVI FINALI.
    Scientificamente perciò, la Terra sarebbe nata anche magica come tutte quelle altre cose universali ma quindi tenendo quell'errore, non si fece mai nulla di serio neanche per evitare gli attuali inquinamenti che provocano questi attuali disastri sempre più catastrofici: dal sempre più grave effetto serra che copre proprio come una coperta i raggi ultravioletti del sole "rendendolo inevitabilmente sempre più caldo e pericoloso complessivamente; alterando i raccolti, quindi i cibi, i frutti, ed altro; provocando le adeguate stranezze e pazzie sempre più malate fradice (come si può notare) insieme al logico sempre più stufismo degli esseri viventi a questo tipo di vita. Che prevede anche "l'apposita accellerazione dell'universo che porta sino a quel sempre più suo consumo, anche senza c'entrando il sole e gli esseri viventi: e volete mettere quindi che questo mondo, così sempre più mal concio, NON FINISCA, prima o poi ??

    E dunque, ribadiamo dall'abolizione delle prime infinite magie dell'immortalità che contiene ogni essere vivente praticamente sino al termine di tutto il "possibile" ciclo del male: contenendo i suddetti Codici ben precisi, Luoghi, Costruzioni ed Altro di appositamente ben costruito ad esempio come le Piramidi progettati da Principali studiosi Storici in Simboli, Stemmi, Opere, Sculture e simili anch'essi "detti immortali" e con infine queste mie prime scoperte tirate fuori; che anticipavano quindi quell'inevitabile prima vita spirituale al termine del "possibile" ciclo del male. Cercando di capire il più possibile dal dove proviene tutta la spazzatura che forma il sole e quella che formano le stelle e gli altri pianeti che sulla Terra si disintegra: per vedere se rimane veramente solo questa la causa prima o poi della loro morte e loro continuo rinnovo; l'universo infatti adesso appare complessivamente più vecchio e grasso ...
    Cominciando dall'inizio con lo scoprire che prima di quella presunta enorme esplosione: non vi sarebbe stato ne lo Spazio stesso e neppure il tempo. Affermando il tutto compreso con la prima immortalità degli esseri viventi, del relativo e l'altro occulto e le sue infinite magie che invece sempre esistiti; ma nessuno li inserì mai regolarmente anche già dalle tali prime procedure.
    Queste magie ci insegnarono da sempre che quando c'è qualcosa non va, prima o poi capita per forza qualcosa di grosso e la situazione esplode: proprio infatti come fece quell'esplosione; che sarebbe stata causata dall'incompatibilità di quell'immortalità col citato male anche voluto degli esseri viventi, sino inevitabilmente a quando questo non viene consumato del tutto "sentimenti esclusi (forse per scontare solo con tale sofferenza i peccati di quella volontà, che solo io non ho mai voluto e potrei quindi essere il vero Salvatore dell'umanità solo RACCONTANDO E FACENDO CORREGGERE QUELL'ERRORE (non vi sono affatto altre soluzioni)".
    Formando tutto ciò le apposite stelle, le galassie, i pianeti, il Sole (tuttora da finire di studiare) con la Terra e gli esseri viventi e l'altro. Subito piccoli come il palmo di una mano che si ingrassavano sempre più a vista d'occhio in pochi secondi; scattò così l'attuale tempo. Tutti gli esseri viventi immortali conciati da quell'esposione in ogni caso quindi, contengono frammenti di queste stelle e la polvere del sole che si incide in quelle protuberanze suddette; rendendoli mortali come esse, fino a quel completo consumo. Polveri di stelle ed altre spazzature spaziali invece si disintegrano cadendo, con la forza di gravità. Le stelle non si possono affatto difendere dallo sporco del sole, ma gli esseri umani si: facendolo in ogni caso ricambiavano tranquillissimamente il mondo nel praticare dunque la loro originale immortalità); non facendolo misteriosamente come fu sin ora invece, essi hanno tenuto e reso questo mondo relativamente misterioso, assurdo e temporaneo, probabilmente proprio fino a questo previsto anno 2012. E questo sporco del sole potrebbe aver indebolito negli anni via via tutto ciò che lo riguarda nello Spazio; causando altri inquinamenti e quindi forse anche "tutti gli altri finali di Esso" in questo anno ...
    Il pianeta Terra si sarebbe scaturito perciò con una grossa Palla di fuoco che si staccò dal sole milioni e milioni di anni fa, il suo inevitabile sempre più raffreddamento creò le giuste condizioni climatiche che resero possibile la vita attuale. Questa quindi è fatta di appositi materiali sempre anche magici tra cui quelli che formarono tutti i possibili corpi agli esseri viventi immortali con i relativi spermatozoi e ovuli umani, animali e naturali: col riprodursi continuamente sin ora con le loro nuove nascite di corpi umani, animali e piante, proprio come avviene per le stelle; ma fa vivere ad essi in modo "imperfetto, più sbagiato possibile, assurdo, non funzionale regolarmente, senza senso e prima o poi impossibile" come citato anziche' normale. Per lo sporco che forma lo stesso sole su di essa, misteriosamente mai rimosso: che causa proprio tutto il sempre più male complessivo a catena fisico, morale e ambientale odierno; cacendo scorrere tutte le gerarchiche vite possibili, montando tutto lo scientifico catastrofico male possibile odierno concreto ed astratto sino a quella sua inevitabile fine. Nei popolari attuali affaticamenti, invecchiamento, malattie, pazzie, incattivimento, assassinismo e morte prima o poi per le debolezze che si formano in questi altrettanto misteriose e scientificamente senza considerare i sentimenti umani; pareggiando quella volontà e proprio misteriosamente ...

    Quindi, DAL MISTERO DELLA NASCITA PRIMA DELL'UOVO O DELLA GALLINA: Quelle procedure magiche aggiunte a quella volontà perciò, avrebbero causato quell'enorme esplosione che formò le attuali galassie, le stelle, i pianeti e questa Terra vitale. E' anche accertato infatti che i raggi del sole contengano animaletti vivi che lasciano proprio su quella polvere che rimuoviamo periodicamente dai mobili ed altro: che sviluppano inevitabilmente quindi via via tutte le altre forme di vita e capacità possibili sempre anche magiche in questo caso nella Terra come il vento, gli attuali oviperi e i mammiferi fino all'attuale razza umana principale; inserendo dentro questa le anime immortali di tutti gli esseri viventi esistenti insieme alle citate magie. Queste si possono notare ad esempio anche negli alimenti e carcasse dei corpi che formano vermi, farfalle ed altri animaletti vero simili a seconda di ciò che si tratta; che rimarrebbero comunque anche magici se non contenessero l'imperfezione di quella zizzania. Come anche l'imperfezione sulle anime degli animali e durata della loro vita anche "di solo una settimana"; misteriosamente sempre senza mai considerare i sentimenti !!!
    Non si spiegheranno perciò neanche mai abbastanza degli esseri umani ed animali "proprio giusti" che nascono nei certi modi, proprio per darci più possibile fastidio: riuscendo e vivere "anche più a lungo possibile" in questo sporco; come i così detti "rompi coglioni", zanzare, ratti, topi, scarafaggi, ecc. E di preciso delle altre nascite "anch'esse senza senso" dei veramente troppi vari animaletti che ad esempio passando sotto nei nostri terreni, talvolta è inevitabilissimo schiacciarli.
    Quindi il fatto che già da primitivi gli esseri viventi tutto sommato "furono forti e si comportarono magicamente come immortali oltre alla tranquillità sulla loro immortalità sicura" e non controllarono perciò mai il sempre efficiente funzionamento dei propri corpi, accedendo senza problemi e non pensando al suddetto gusto di questa vita (sino agli anni 80 come citato). Dei più possibili sbalzi a confronto della parte positiva della natura con l'adeguato clima e tutto l'altro che può essere ancora utile al svolgere questo tipo di vita: considerando il sempre peggiore effetto serra che rende cibi avariati, quindi le sempre più assurde e malate pazzie della gente citate e perciò il nostro stufismo per questa che causa la completa fusione, marciume e distruzione in ogni caso "solo del lurido del mondo"; con la formula che volendo anche magicamente perciò "proprio tutto di tutto si può combattere e risolvere, adesso sono solo più le rimaste prime risorse che si contengono: sfruttare fino in fondo le particolari funzionalità anche magiche del proprio corpo citate del secondo e settimo capitolo; e quindi le mie prime scoperte universali sulla salute e benessere nel tempo; alimentando la propria immortaltà ...

    GERARCHIE E OCCULTO DI QUESTA VITA E NATURA FINALE: In questa natura e vita "con quella zizzania" si sono formate già dalla Preistoria in ogni caso delle "precisissime" gerarchie ed evoluzioni dell'umanità e degli altri esseri viventi.
    ...Prima gli uomini erano simili alle scimmie, poi Primitivi e poi via via sempre più umani: ma col voler comunque continuare a vivere nel modo animalesco, sino al termine di questa struttura; e quindi, evoluzione ancora da cercare di capire esattamente dunque, per la raggiunta di quei bei formati suddetti dei loro corpi, mancanti di quei primi sentimenti fondamentali ...
    Facendoci ben caso infatti, le persone ad esempio di centinaia di anni fa, erano fatte molto ma molto più diverse dal noi di oggi: proprio molto più decise, convinte, precise e dunque proprio complessivamente come "più dure" sia di carnagione che di modi di fare, ed altro; evolendosi col passare degli anni sono "sempre più complessivamente deboli" ma più istruiti e preparati a tutto. E confrontando ad esempio i volti delle più celebri persone storiche sino ai volti delle persone di oggi, si ci accorge della loro "veramente catastrofica differenza, in senzo positivo": apparendo col tempo invece come "sempre più morbide".
    - Trovando tranquillamente tutto il suddetto gusto del poter vivere, comunicare, ed effettuare quelle fesserie: con gente gerarchicamente "sempre più nuova, lucida e bella come fosse anche sempre frescha"; esplorandole in tutti i fronti con sempre i giusti successi, le relative mode, oggetti e l'altro che, ci hanno perciò sempre permesso di avere la giusta "legna da bruciare" senza mai stufare ed annoiare; con sempre presente quell'obbiettivo, altrettanto aggiornato dai relativi tempi e adeguati sogni.
    Ed i fattori un tempo quasi sacri ed intoccabili come le mansioni sessuali che allora erano "troppo forti" e si ci doveva per forza "trasgredire" e le altre che diventarono via via sempre più popolari, trattati benevolmente "con le giuste risate" e simili. Altri non più necessari e viceversa.
    Sino a quegli anni 80, con quelle bellissime giornate e fortissimi divertimenti; che non facevano pensare ad altro, con quegli aiuti e combattimenti suddetti. Dopo di che tutto ciò "giustamente" dunque, non è più così forte: cose che sino a quei tempi venivano superate, scartate, "duramente" prese in giro, ed altro "preannunciando quindi proprio questo futuro"; adesso effettivamente si cominciano a considerate e seguire regolarmente.
    ...E tutto ciò si è sviluppato anche proprio perchè "inevitabilmente" si ci stufa sempre più di questo tipo di vita, per quelle sempre più disastrose conseguenze e l'altro citato. Come dimostrano già i bambini nati negli anni successivi che non preferiscono più i certi giocattoli e chissà quante altre cose che invece avevano cresciuto i genitori un tempo seguitissime e che al giorno d'oggi NON ATTIRANO PIU'.
    - Anche gli animali e le piante (facendoci caso) dimostrano al loro modo di questi uguali cambiamenti: nell'essere sempre più particolarmente attaccati ai loro cuccioli e a noi nel darci affetto e nel "chiederci" l'inevitabile cibo; desiderando cose ben precise e comportandosi sempre più in modo complessivmente strano.
    ...Arrivando tutto sommato praticamente proprio a quel sfruttare sempre più del sesso come citato e dimostrando quella prevista fine del mondo; prima di quella rinascita.

    LE ALTRE COSE POSITIVE, IMMORTALI E MAGICHE DELLA NATURA: Per analizzare accuratamente tutto il pianeta Terra dunque: si deve considerare innanzitutto le meraviglie e infinite magie che contiene questa medesima natura (senza volto) dall'apposito formato dei fisici, capacità morali immortali e riproduttive delle persone; che se venissero sfruttate e mantenute regolarmente nei modi suddetti, NON POTREBBERO PROPRIO MAI FINIRE. Queste infatti, ci hanno anche sempre dimostrato del farci professare le nostre capacità, avere o prima o poi esattamente i nostri desideri, le nostre aspirazioni, l'anima gemella ed altro; mostrandoci l'incredibile esistenza effettiva di tutti questi. Vanno considerate le infinite magie degli animali, delle piante, degli alberi, dei cibi "proprio quelli giusti e veramente troppo non pericolosi, se si sta ben attenti"; necessari al nostro corpo.
    Quelle delle mucche e capre che ci forniscono sempre "il necessario" latte e formaggi, delle galline che ci fanno le necessarie uova, delle pecore che ci danno la necessaria lana, ecc.
    E quindi, quelle di quello stesso suo clima, del sole, della luna, delle stelle, dei pianeti e di tutto il resto dell'intero Universo; "stati anch'essi sino a qualche tempo fa" il più possibile" giusti a soddisfarci. E infine, le magiche bellezze degli oggetti: altrettando "immortali" e quindi promettenti sulla sconfitta del male (Rivedere l'Home Page e il Capitolo: Filosofia dell'uomo e della natura).

    E GLI ADEGUATI FASTIDI "SCATURITI" DA QUESTA NATURA: E in tutto questo patrimonio, non si possono comunque spiegare neanche perciò, di quei suoi ageguati più possibili fastidi, delle zanzare, altri insetti, mammiferi, oviperi e dei loro escrementi: talvolta proprio intolleranti da quelli continui dei cani con la condanna del portarli fuori spesso ("che io non farei proprio mai"), di quei sempre più mal funzionamenti complessivi delle cose "secondarie" e dell'inquinamento che causa fino a quegli assurdi, gravi e malvagi sbalzi suddetti che subentrano nella gente; facendo in qualche modo ancora questa natura, sempre gli adeguati miracoli del farceli sopportare ("se non gravemente coinvolti personalmente").

    Quindi solo l'immortalità è sempre esistita e nello Spazio infinito non vi è solo tutto il maggiore blu notte che si nota ma vi sono presenti proprio tutti di tutti gli elementi generici che abbiamo visto, sognato e gli altri sconosciuti (Sedute Spiritiche comprese) che continuano a crescere, svilupparsi, invecchiare, morire e a rinascere dai loro stessi frammenti; disintegrandosi sulla Terra (e perciò non visibili). Non restando mai nessuno di questi sempre freschi allo stesso modo "a differenza del necessario sole e dei pianeti": con tutte le giuste motivazioni, ancora sconosciute e non spiegando comunque affatto la tale negativa spazzatura.
    Il pianeta Terra perciò si sarebbe formato "appositamente concreto" per contenere tutti gli esseri viventi possibili e rimanendo astratto agli spiriti degli esseri viventi defunti "che si inseriscono e sentono dappertutto (anche nello Spazio in apposite Galassie e l'altro) nei modi citati; sino all'arrivo all'unione globale con essi dopo quell'inevitabile fine del male.
    Visionare il terzo capitolo".

    E quindi INFINE, L'ATTUALE STUFISMO E L'INDIFFERENZA UNIVERSALE: Da sempre, proprio ogni cosa negativa o che lo diventa via via: possibilmente la cacciamo via, non la riceviamo più o la lasciamo perdere e quando ciò non si può effettuare, la continua presenza di più sequenze negative, avversità e simili; non può che stufare. Ciò vale anche sulla nostra vita "proprio solo" a causa della mortalità: causandoci anche automaticamente, l'indifferenza suddetta sul vivere o meno; come dimostrato ad esempio dai nostri soldati che sono sempre partiti "anche volontariamente" per le guerre senza grossi problemi e dagli individui che "la fanno finita".
    Appurando bene già da allora del fatto che questa effettivamente è stata da sempre "una vita animalesca soprattutto a causa di quei peggioramenti corporei, morali ed ambientali" dove si è voluto effettuare sempre più gravi fesserie provando il gusto di tutte le sino a catastrofiche conseguenze, quindi con praticamente nulla di buono ma solo illusioni e relative condanne che all'occorrenza non valgono proprio nulla; aspettando tutto sommato da sempre perciò, quell'obbiettivo del riuscire a praticare il bene vivendo quell'immortalità che conteniamo.
    E infatti sembra proprio che anche il resto dell'universo sta accellerando con tutti quei suoi previsti pianeti, arrivando proprio alla sua fine ed inizio dell'era spirituale.
    Quindi anche il tempo diminuisce (o sembra farlo) a causa dell'inevitabile sviluppo delle possibili nuove ere con però anche i sempre più stufismi degli esseri viventi e i sempre più danni degli inquinamenti complessivi citati.
    Le attuali cose che abbiamo eseguito e vissuto sin'ora infatti NON BASTANO PIU' e dunque NON RENDONO sempre più vertiginosamente ...
    E visto che la vita deve "obbligatoriamente rendere" per continuare a farlo quindi: STA CRESCENDO sempre più la voglia di amicizia, intimità, amore e sesso; che inevitabilmente sempre meglio effettuati non possono che alimentare la nostra da sempre esistente immortalità, che attualmente viviamo "SEMPRE FRESCHA insieme a proprio tutti i nostri desideri e preferenze" nel nei nostri sogni ...
    E quindi, anche con le mie suddette scoperte universali che sto praticando ed inseriscono inevitabilmente nell'aria quelle infinite magie occulte. Che "dovrebbero" far cambiare il mondo in immortale, dopo la prevista apocalisse (anticipata "forse" dai sempre più disastrosi fatti fisici, morali e catastrofi ambientali) inevitabilmente causati dal sempre più effetto serra dovuto agli inquinamenti complessivi, dai "logici" stufismi di questa vita e della fine di tutto il ciclo del male attuale.

    *** Ulteriori correzioni, perfezionamenti, ampliamenti e aggiornamenti: si trovano nel mio Forum Universale, nella relativa SEZIONE: 1) e SEZIONE: 2 ***






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