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                                              Il mondo degli animali e delle piante
    ANIMALI E PIANTE




    DEFINIZIONI: Quindi, non si capirà mai abbastanza sugli esseri viventi che nascono, vivono e muoiono su questa Terra: senza validi motivi, sentimenti e che possono anche vivere pochi giorni; ad esempio come vari insetti e piante. E su tutti gli animali come i bovini, suini, equini, ovini, cetacei e gli altri per forza destinati al fabbisogno di cibarsi, vestirsi e l'altro.
    Sembra proprio che per quanto belli, gli animali e le piante, esercitano funzioni misteriose: come se essi devono vivere in un "Purgatorio" che gli nega "apposta" di comunicare, esprimersi, comportarsi e vivere (in genere) a lungo come gli umani. In genere percorrono la vita "più lunga possibile" con la riduzione del badare solo al vivere, procurandosi il possibile cibo sia per essi che per i loro cuccioli: dimostrando il più possibile le inevitabili giuste mansioni e i primi sentimenti di base; sino a quanto possibile e se possibile, a causa delle loro debolezze generiche, di tutti i rischi e pericoli che si possono incontrare nei boschi, nelle foreste, nel clima e dei bracconieri. Alcuni animali possono essere ammaestrati per non colpire gli esseri umani, nel lavorare relativamente ad esempio nei circhi ed altri si possono abituare a diventare proprio sino a come i primi domestici: cane e gatto. Altri animali invece sarebbero stati scaturiti da questo apposito mondo proprio per poterli abbattere a causa di quell'inevitabile necessità di cibo, di relativo vestiario e oggettistico degli esseri umani, e di cibo per altri esseri animali più grandi di essi (ed alcune piante carnivore, che divorano insetti). Subendo anche i peggiori trattamenti così a seconda del tipo di animale, come i vitelli, i conigli, le galline, i pesci, i cavalli, le anatre, bacchi da seta, visoni, foche, ecc; sempre misteriosamente senza considerare di alcun sentimento.
    ...Per poi senz'altro, essi potersi rincarnare in vite migliori.
    Ed infine in questo mondo vi sono perciò esattamente anche tutti gli animali più pericolosi e più fastidiosi possibili: che sembrano proprio essere voluti da divinità, per colpire innanzitutto gli esseri umani; che farebbero pensare del poter arrirare tutto sommato anche al superare quelle tolleranze oltre ai peggioramenti corporei e alle malattie (di base), ma non di certo a tollerare in qualche modo anche la morte con tutto ciò che la precede. Lasciando da un certo punto in poi anche quì perciò, sempre il più fitto mistero universale.
    Sbalzando soprattutto con gli animali e le piante di base domestici "in genere" diversi dagli altri e molto uniti agli esseri umani: che volendo si possono inserire nelle case e trattarli "più popolarmente possibile" come figli.
    I gatti ci hanno da sempre insegnato soprattutto, che "quando bisogna agire bisogna agire", proprio come si fa con gli esseri umani: miagolando sempre a lungo; fino a quando non si ci da mangiare.
    ...E poi che: tutti i suddetti giri di misteri odierni; neppure loro li capiscono !!!
    - Ma questo inserimento, specialmente con i cani e gatti: non deve affatto diventare una malattia (come per altre cose); come spesso accade (in seguito ampliato).



    LE API STANNO SCOMPARENDO: SONO UNO DEGLI INSETTI FONDAMENTALI PER L'UMANITA'. "Se l'ape scomparisse dalla Terra, all'umanità non rimarrebbero più di quattro anni di vita: niente pollinazione, niente più animali, niente più veri umani, niente più di niente" ...(Albert Einstein)
    Questa frase, attribuita al geniale scienziato tedesco e a lungo considerata solo un paradosso e nient'altro che un'ipotesi quasi fantascientifica, si sta rivelando, da qualche anno a questa parte, molto più prima alla realtà di quanto avremmo mai potuto immaginare.
    Per anni gli apicoltori di entrambe le sponde dell'oceano hanno lanciato allarmi inascoltati, finche nel febbraio 2007, negli Stati Uniti sono comparsi i primi dati ufficiali: mancano all'appello centinaia di miliardi di api, affette da un misterioso morbo.
    La notizia fa il giro del mondo, fino a quando, nel gennaio 2008, diviene chiaro che la grande moria riguarda anche l'Europa: 50 miliardi di api sono scomparse in Grecia, almeno 55 miliardi non fanno ritorno alle arnie nel nostro paese.
    Ma non è finita qui: lo stesso genere di notizie arriva da altri paesi europei, dall'India, dal Canada, dalla Nuova Zelanda.
    Qual è la causa di questo fenomeno, che sembra essere l'inizio dell'estinzione dell'ape?
    I ricercatori hanno avanzato diverse ipotesi.
    Si pensa che siano le onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari e dai ripetitori, si ipotizza che sia la conseguenza della diffusione di organismi geneticamente modificati nell'agricoltura, si sospetta che sia una delle tante conseguenze del riscaldamento globale.
    La scomparsa in massa delle api ha assunto dimensioni tali da non poter essere più ignorata.
    Se oggi ci sembra improbabile che l'umanità possa estinguersi per una causa apparentemente cosi banale, di certo un evento di questa portata appare come una sorta di campanello di allarme: forse ci siamo spinti troppo in là nella manipolazione del nostro ambiente naturale.
    Partendo da un'arnia deserta in Florida, Sylvie Coyaud ci porta con se un viaggio appassionato attraverso paesi vicini e lontani.
    Nella certezza che 'trovare il colpevole' della scomparsa delle api potrebbe essere il primo passo per scongiurare una futura catastrofe ecologica sul nostro pianeta.



    MONARCA, FARAONE & C: FARFALLE CHE RISCIANO DI SPARIRE. La prima messa in serio pericolo dalle colture intensive del nordamerica. In Europa il 30% delle specie rischia l'estinzione. Un fenomeno che dovrebbe farci preoccupare, visto il ruolo fondamentale di questi insetti nell'ecosistema.
    OGNI ANNO, il 2 novembre, i messicani cercano in cielo una nuvola sgargiante. Aspettano lo sciame delle farfalle monarca, le "palomitas" che per tradizione incarnano le anime dei cari defunti. In autunno l'insetto nazionale degli Stati Uniti d'America (Danaus plexippus) vola dagli stati del nord al Messico in sciami da mezzo miliardo di corpi, dando vita a uno dei fenomeni migratori più affascinanti del Pianeta. I numeri di questa meraviglia però si stanno assottigliando. Ogni anno le monarca che migrano sono di meno e, "anche se lo sciame del 2011 era più nutrito di quello dell'anno scorso, siamo sempre a livelli di record negativi", spiega Enzo Moretto, direttore dell'insettario vivente di Padova Esapolis e fondatore di Butterfly Arc, la prima casa per lepidotteri creata al mondo, nel 1988.
    LE IMMAGINI I motivi della "crisi delle farfalle" sono tanti: deforestazione e disboscamento, cambiamenti climatici, inquinamento. Ma da una decina d'anni il nemico numero uno è il Roundup, un diserbante fortissimo che, precisa il New York Times, i contadini nordamericani usano con nonchalance, forti del fatto che le piantagioni transgeniche resistono a qualunque tipo di veleno. Il prodotto non uccide le farfalle, non direttamente: fa terra bruciata della pianta senza la quale non possono vivere e riprodursi, le Asclepiadi, in inglese milkweed. Su questa erbaccia dai fiori eleganti ma infestante e velenosa, che cresce volentieri ai margini delle coltivazioni di soia e granturco, le monarca depongono le uova e delle sue foglie si nutrono i bruchi. "Nel nord degli Usa l'agricoltura è cambiata molto negli ultimi anni - spiega Moretto, autore di "In volo con la farfalla monarca" (Collana Butterfly Arc 2010) - e con la coltura intensiva di mais transgenico, i contadini diserbano tranquillamente e tutto il resto muore. Le farfalle non trovano più dove deporre e dagli anni '90 non hanno fatto che diminuire. In Messico, al contrario, le politiche contro la deforestazione stanno portando ottimi risultati". Non è la prima volta che il "bambi degli invertebrati" (così battezzata per via delle macchioline che ha e della simpatia che suscita nei bambini) è vittima della superficialità dell'uomo. Nel maggio del 1999 fece scalpore uno studio della Cornell University che dimostrava come il polline del mais Bt, cosparso sulle foglie di cui si nutre la monarca, fosse per lei tossico. "Quell'articolo sollevò un'ondata di proteste - spiega Valerio Sbordoni, ordinario di zoologia presso l'università di Roma Tor Vergata - ma nel settembre del 2000 due entomologi della Iowa State University pubblicarono i risultati di un esperimento che otteneva risultati del tutto analoghi. La cosa certa è che il mais Bt è stato immesso in campo e coltivato in milioni di ettari prima che ne fossero accertati gli effetti su ambiente e catene alimentari". Scomparse quasi del tutto le lucciole, in crisi di sopravvivenza le api, le delicatissime farfalle non vanno dunque incontro a una sorte migliore, tanto che il WWF le ha inserite nella lista rossa degli animali da salvaguardare. La monarca infatti è solo la più famosa e studiata, ma la lista dei lepidotteri in via d'estinzione o già scomparsi è lunga. Le specie diurne, che gli anglosassoni chiamano "butterflies", sono circa 28mila, "ma quante siano davvero a rischio - precisa Sbordoni - nessuno lo sa. Su un totale di 52 specie inglesi, due si sono localmente estinte negli ultimi decenni, la Maculinea arion e la Lycaena dispar, e altre due sono state dichiarate estinte in Francia, due nel Sudafrica e una negli Stati Uniti. In Italia c'è un forte declino in molte aree, dalla Pianura Padana alle aree costiere". La prima farfalla dichiarata estinta è stata la Xerces Blue, che un tempo volteggiava tra i cieli della baia di San Francisco. L'ultimo esemplare è stato segnalato nel 1941 e ora ne restano alcuni spillati in qualche museo. Da allora sono state tante le specie che hanno seguito il destino dell'insetto californiano. "In Europa - spiega Gianumberto Accinelli, entomologo di Eugea (Ecologia Urbana Giardini E Ambiente) - sono almeno quattro quelle sparite di recente: la Aricia hyacinthus, la Tomares nobeli, la Pieris wollastoni e la Lycaena helle, chiamata anche "violet copper". Da noi, il bellissimo Parnassio apollo, uno dei simboli della Alpi, è sempre più raro, come è raro il licenide Lycaena dispar, una volta comune nelle zone umide. Anche la più bella farfalla italiana, il macaone, è sempre più difficile vederla". Le specie teoricamente più a rischio a livello planetario sono elencate nella red data list della IUCN (International Union for Conservation of Nature) e nell'elenco della CITES (Convention on International Trade of the Endangered Species). La lista rossa delle farfalle Europee dice che circa il 30% delle specie del vecchio continente è in declino: in particolare, l'8,5% sono considerate minacciate, lo 0,7% molto in pericolo, il 2,8% in pericolo e il 5% vulnerabili. Una specie, la Aricia hyacinthus, è considerata estinta a livello regionale, il Tomares nogelii è scomparso dalla Romania e Moldova prima del 1999, e la cavolaia di Madera (Pieris wollastoni), ristretta all'isola di Madera in Portogallo, non è più segnalata dal 1970. Il principale report sul monitoraggio delle specie Europe, e oggi anche nazionali, è conosciuto come "Prime Butterfly Areas in Europe" ed è prodotto a cura di varie associazioni, tra cui De Vlinderstichting, British Butterfly Conservation, Insectlife International e dal Ministero dell'Agricoltura Olandese. Il lavoro in Italia è svolto principalmente dal gruppo del professor Emilio Balletto dell'Università di Torino. In questo rapporto si mette in evidenza come in Italia ci siano 280 specie di farfalle, delle quali il 5,6% endemiche, vale a dire che si trovano solo qui. Il fenomeno dell'estinzione di moltissime specie dovrebbe farci preoccupare, visto il ruolo fondamentale di questi insetti nell'ecosistema. "Le farfalle, contrariamente alle api, vedono il colore rosso - spiega Accinelli - e quindi tendono a impollinare le piante con i fiori di questo colore, mentre le api li evitano. Alcune piante, inoltre, si sono coevolute con i lepidotteri e quindi la loro riproduzione dipende da loro. Esistono ad esempio casi di simbiosi obbligata, come tra la farfalla Tegeticula e la iucca, pianta che si fa impollinare solo da questo piccolo insetto". Senza contare la loro formidabile azione quale anello delle catene alimentari. Paesi come la Nuova Guinea hanno compreso da tempo l'importanza delle farfalle, imparando ad allevarle a scopo commerciale nella convinzione che il miglior modo per proteggerle sia salvare le foreste dove vivono le piante di cui esse si nutrono. Da qui il progetto dall'insolito nome "Kill the butterflies to save the butterflies". In Italia esiste uno spin off dell'Università di Bologna che vuole riportare le farfalla in città: il progetto si chiama Eugea (Ecologia Urbana Giardini E Ambiente - www. eugea. it) e promuove la creazione di microhabitat per i lepidotteri da coltivare nel proprio angolo verde. E' possibile avere informazioni su come realizzare un giardino per le farfalle e gestire gli spazi favorendole, scaricando dal sito di Butterfly Arc il manuale di Amici della Terra. (Sara Ficocelli)

    LE PIATTOLE, RISCHIANO L'ESTINSIONE COME I PANDA: L'uomo sta pian piano distruggendo il proprio pianeta.
    Dopo aver quasi fatto estinguere il panda, il lupo, le aquile americane, le balene e centinaia di altre specie animali, dal Museum of Natural History di Rotterdam giunge l'ennesimo grido da'allarme: le piattole stanno per scomparire dalla faccia della Terra.
    In Giappone e' stata proclamata dal 23.04.2008 al 31.08.2008 la settimana mondiale a protezione e salvaguardia della Piattola.
    Come ben sapete la piattola e' a rischio di estinzione nei paesi cosiddetti industrializzati e i giapponesi molto sensibili a queste tematiche (basti pensare alla caccia alle balene) hanno deciso di attuare delle iniziative a favore di questi animalucci.
    Per quella settimana e' fatto assoluto divieto di lavarsi e cambiarsi la biancheria intima...
    Finalmente una buona notizia, diranno in tanti, eppure, alcuni scienziati, sostengono che si debba fare qualcosa, e pure in fretta.
    Il curatore della ricerca, Kees Moeliker, si è attivato nella speranza di coinvolgere quante più persone possibili: sensibilizzare l'opinione pubblica il solo modo per evitare l'estinzione del povero esserino che, per millenni, è stato compagno di avventura per miliardi di esseri umani.
    Moeliker, come altri specialisti, attribuisce il fenomeno alla moda di depilarsi per poter indossare costumi da bagno striminziti.
    "Quando hanno tagliato le foreste di bambù a spiegato il ricercatore - il panda era minacciato d'estinzione.
    Il pidocchio del pube, allo stesso modo, non vive senza i peli".
    Sono troppo avanti questi giapponesi per noi europei..
    Ci manca solamente che qualche fanatico animalista non organizzi in TV qualche raccolta fondi a contributo popolare per la salvaguardia delle piattole.
    - E da non dimenticarsi tutti gli animali estinti come la "tigre bianca", gli altri e quelli a rischio estinzione a causa dei bracconieri, la "troppa caccia sbagliata" e le inutili pellicce ...



    L'INQUINAMENTO ACUSTICO: Il frastuono è responsabile di stress, cardiopatie, disturbi neurovegetativi e del sonno.
    Ma l'inquinamento acustico non colpisce solo la superficie della terra, le nostre città e l'uomo, si spinge più in giù, sotto il mare, mettendo in pericolo la vita di molte specie marine come balene e cetacei in genere.
    Esistono precise prove scientifiche a testimonianza dell'incremento dell'inquinamento acustico nei mari: ad esempio lo Scripps Institution of Oceanography ha monitorato le acque dell’Oceano Pacifico a partire dal 1964, rilevando un incremento del rumore di dieci volte in 40 anni: 3 decibel all'anno.
    La causa è il numero sempre più elevato di navi che solcano i mari, passate da circa 42.000 a 90.000 unità.
    Ambientalisti e ricercatori stanno compiendo ulteriori studi per verificare gli effetti di questi dati sulla vita dei mammiferi.
    Il Fondo internazionale per la protezione degli animali "Whale and Dolphin Conservation Society" ha rilevato come, a causa del rumore dei mari, le balenottere abbiano dovuto diminuire del 90% la distanza per poter comunicare tra di loro.
    In questo modo vengono compromessi i trasferimenti e le migrazioni, mettendo in grave pericolo la stessa sopravvivenza delle specie.
    Balene e delfini per potersi orientare sotto il mare oramai devono vincere suoni di ogni genere che interferiscono direttamente con il loro linguaggio, provocati da grandi navi commerciali, sonar e radar sismici.
    Mark Simmonds, direttore scientifico della Whale and Dolphin Conservation Society, nel rapporto «Ocean noise: turn it down» della Conferenza della Convenzione sulle specie migratrici, ha evidenziato come l'inquinamento acustico dei mari sia il diretto responsabile del problema degli spiaggiamenti di mammiferi marini, anche di quelli che si immergono a grandi profondità, come lo zifio.

    GLI ANIMALI ED INSETTI, "APPOSTA FASTIDIOSI": Ed "effettivamente", vi sono anche altri animali ed insetti "adeguatamente fastidiosi, cattivi e sporchi", come i topi, i ratti, gli scarafaggi (che non si sa quindi di preciso sul come facciano a vivere "più possibile" sullo sporco), le formiche, le zanzare, le mosche, altri insetti, ecc: che ci ribadiscono quotidianamente che questa natura proprio in ogni caso "misteriosa, più perfetta possibile e da combattere; col costringerci per forza a eliminarli (con sempre "i brutti effetti" che essi fanno)", altrimenti non si potrebbe letteralmente proseguire.

    LE PREDE: Garantisco di aver notato anche nelle prede dei cacciatori sempre la presenza dell'immortalità dell'animale e quindi proprio dell'impossibilità di fermare ogni essere vivente.
    Io, in ogni caso non ho proprio mai fatto sogni con armi in mano, senz'altro proprio Perche e odio "anche li" ed amo "troppo" i generici valori sacri del prossimo.
    E noto quindi il fatto che è proprio solo per quel fatto "dello sbaglio" di quella zizzania che fa "inevitabilmente" scaturire anche gli animali: che non hanno le nostre grandiose capacità che non vivono una vita regolarmente felice; e dunque che il corpo di almeno "certi tipi" di animali ed insetti "deboli e diversi da altri" attualmente, più nessunissimo essere fermato "anche inevitabilmente", per tali fastidi, soprattutto per la necessità di cibo degli animali più essi di essi e per la nostra necessità.
    In queste prede (e nelle piante) ho sempre visto "in modo ottimale" che anch'essi o prima o poi quindi, torneranno e si uniranno a noi nel loro stato migliore (diventando anche come noi umani).



    SI SCIOLGONO I GHIACCI E L'ORSO BIANCO SI AVVICINA ALLE CASE: L'orso polare o orso bianco (Ursus maritimus, Phipps 1784) è un grande mammifero dell'ordine Carnivora, e della famiglia Ursidae (orsi). È una specie che si trova attorno al Polo nord nel Mare glaciale artico ed è il più grande carnivoro di terraferma esistente sul nostro pianeta.

    Caratteristiche
    I maschi adulti pesano mediamente da 400 a 600 kg ma alcuni esemplari possono raggiungere anche gli 800 kg e misurare fino a tre metri e mezzo di lunghezza. Le femmine sono grandi circa la metà dei maschi e normalmente pesano 200 kg e sono lunghe da 190 a 210 cm. Alla nascita, i cuccioli pesano da 600 a 700 g.
    L'orso polare è immediatamente riconoscibile dalla pelliccia bianca. Diversamente da altri mammiferi dell'Artico, non cambia in estate il colore in uno più scuro. I peli non sono di bianco realizzato con pigmenti, ma sono cavi e non pigmentati come i capelli bianchi negli esseri umani.
    Gli orsi polari sono isolati termicamente dal freddo molto bene, ma il loro corpo si surriscalda a temperature sopra i 10 °C. Il loro isolamento è così efficace che osservati con una videocamera ai raggi infrarossi sono a mala pena visibili. Soltanto le loro zampe e il muso emanano un calore percepibile.
    Una caratteristica interessante della pelliccia è che, fotografata con luce ultravioletta, compare nera, significando che la pelliccia dell'orso assorbe la luce e quindi il calore pur essendo bianca. L'elevata concentrazione di retinolo rende il fegato dell'orso polare non commestibile.

    Abitudini
    Gli orsi polari sono nuotatori eccellenti e possono essere visti spesso al largo della costa. Ciò può essere un segno che hanno cominciato ad adattarsi all'acqua per migliorare la caccia. Cacciano in modo molto efficiente anche sulla terra, grazie alla loro velocità.

    Alimentazione
    L'orso polare è il membro che più si nutre di carne della famiglia degli Ursidi. La sua fonte proteica primaria è costituita anzitutto dalle foche, ma anche da carcasse di cetacei, piccoli trichechi, molluschi, granchi, salmoni, pesci, persino vermi di mare, uccelli, piccoli di aquile e civette, volpi polari, renne e lemming. Può mangiare anche bacche e rifiuti.

    Tecniche di caccia
    Il metodo di caccia più famoso degli orsi polari è quello usato per le foche: il plantigrado sente il rumore della preda sotto il ghiaccio, si apposta presso una spaccatura e, non appena la preda esce per respirare, la uccide con una violenta zampata.
    L'orso apprezza molto i lemming (roditori della tundra), che considera una prelibatezza: ne può divorare ottanta in un'estate. Individuato il roditore, lo spinge verso un buco del terreno e, infilandovi dentro il muso, lo mangia intero.
    Solo gli esemplari maschi di maggiori dimensioni possono permettersi di attaccare i beluga e i narvali, entrambi lunghi fino a cinque metri e mezzo, e il secondo con il lungo corno tipico dei maschi.
    Individuata la preda, spesso un giovane o una femmina di narvalo, l'orso bianco entra in acqua e assale agilmente il cetaceo nei punti delicati, come le pinne e la pancia, evitando i colpi mortali. Se uccide più di un animale, ne divora uno in acqua e mangia l'altro sulla banchisa. Quando l'orso attacca i trichechi, penetra nelle colonie, attaccando gli esemplari giovani o quelli vecchi privi di zanne e uccidendoli con un morso. Talvolta, però, i trichechi maschi di più grandi dimensioni possono colpire mortalmente l'orso.

    Diffusione e habitat
    Orso polare in immersione: L'orso polare vive nel nord dell'Artide, comprendendo anche i territori di Canada, Alaska e Siberia. La popolazione attuale di orsi polari è stimata intorno alle 20-25 mila unità, di cui il 60% in Canada. Un orso polare è difatti riprodotto sulla moneta del Canada del valore di 2 dollari canadesi.




    MANCANZA DI PESCI, GABBIANI E ALTRI UCCELLI ATTACCANO L'UOMO: Anche nei mari mancano sempre più pesci di varie specie, a causa soprattutto sempre dell'effetto serra che sta aumentando di oltre mezzo grado le temperature delle acque.
    Quando possibile, dalle case si sta gettando da mangiare soprattutto ai relativi gabbiani sovraggiunti anche fin li. Stormi di questi ed altri uccelli stanno veramente facendo sempre più paura soprattutto nelle città: gabbiani ed altri uccelli, tra cui i semplici "colombi" infatti, stanno volando basso; attaccando sempre più "le teste" delle persone ...
    Da fine agosto 2012 c'è emergenza assoluta anche sulle zanzare popolari rimaste soprattutto quelle "tigri", che si schiantano sull'uomo proprio come kamikaze fregandosene di tutto: assetate non cascano più e sono immuni a vari appositi relativi apparecchi per annientarle; per indebolirle ci vogliono solo più i forti nuovi DDT. Esse pungono quasi tutto l'anno anche quando c'è il cattivo tempo, sono insopportabilissime facendo praticamente più male possibile in modo veramente preoccupante ed "epocale".
    Quindi nei giardini ad esempio, pompieri ed altre Forze dell'ordine: stanno sempre più combattendo anche questo nuovo fenomeno.
    * Fare perciò la dovuta attenzione (attendendo per forza l'ormai inevitabile unica vicina fine del 2012, come prevista; ("continuando poi a vivere prorio come nei nostri sogni").



    DEFINIZIONE SUGLI ALBERI, PIANTE, RACCOLTI ED ERBE: Veramente tantissime sono le differenze fra tutti i tipi di alberi, piante, raccolti ed erbe.
    La maggioranza di questi servono perciò per ottenere i proprio giusti cibi, frutti e droghe "leggere" con le apposite vitamine e proteine (adesso relativamente alterati dal chissà quanto grave effetto serra), per aiutare e concludere i pasti (vino, birra caffè, liquori e fumo) e per colmare i suddetti "vuoti" diventando i così detti "vizi popolari"; in genere necessari all'umanità. Questi se non abusati, contengono utilità altrettanto precise e mediche "apposta esistenti"; infatti, sembra che il tabacco dei sigari sia utile alla buona circolazione dei reni e degli uritieri. Piante ed erbe di droghe più pesanti invece, sono utili solo per formare medicinali per le "inevitabili" cure e manutenzioni quando necessarie e si vendono nelle apposite farmacie (e all'occorrenza legalizzando quelle più forti "accuratamente tagliate e al giusto prezzo" come avviene ad esempio in Olanda).
    Gli alberi inoltre servono per il loro ossigeno utile per pulire l'aria e far respirare regolarmente dando la salute ai corpi umani e degli altri esseri viventi; ed è perciò che si dovrebbe il più possibile evitare di abbatterli per l'inevitabile costruzione di mobili e carta; e cercare di limitare anche l'eliminazione dei troppi abeti per le ricorrenze natalizie.
    Anche alberi e piante, possono essere più o meno forti e non si spiega anche in occulto "di preciso" il mistero di come mai: alcuni di questi necessitino di aver tagliate fastidiose radici per crescere meglio o per cibarsi inevitabilmente gli umani senza problemi di ricrescita (ad esempio come il rosmarino); ed altri invece, una volta effettuato ci possono anche morire.
    Bisogna infine proteggere gli alberi ad esempio come "le palme", dai relativi insetti che li rovinano facendoli ammalare; inserendo nei loro tronchi i giusti medicinali e simili.
    E non si spiega neanche la durata minima di alcune piante rispetto ad altre.
    Le piante ci spiegano dunque dell'infinita magia dell'amore e volontà "che vale per tutti gli esseri viventi a partire dagli umani": se si trattano bene e "si ci parla", essi; "non seccano e non muoiono" (mantenendo poi in tutti i modi possibili ciò.
    ...Perche anche gli animali e le piante sono comunque sempre afflitti dalla maledizione del marciume della natura: ovvero dai loro ed altri residui di scarico "che marciscono sempre più quindi fanno marcire complessivamente anch'essi" che si formano nei loro corpi: se nessuno interviene per rimuovergli; anch'essi ci rimettono la vita o prima o poi a seconda delle debolezze complessive che contengono.



    I FUNGHI E LA LORO MICOLOGIA: La scienza che studia i funghi dalla Micologia dal greco "mikes", fungo, e "logos", studio scientifico.
    I funghi sono vegetali, ma al contrario di tutte le piante verdi, non sono in grado di ricavare dal terreno o da altri eventuali substrati inorganici il nutrimento che loro necessario per sopravvivere.
    Tutti sanno infatti che le piante, mediante le radici, assorbono l'acqua contenuta nel terreno e ne traggono gli elementi in essa disciolti.
    La linfa greggia, costituita da questi elementi minerali, sale fino alle foglie: qui, con l'anidride carbonica presente nell'aria, penetrata nelle foglie attraverso gli stomi, e con l'intervento della luce solare, si trasforma in linfa elaborata consentendo vita, sviluppo e il loro metabolismo. Tutto questo nei funghi non avviene.
    Le piante verdi che hanno la capacità di effettuare la fotosintesi sono chiamate autotrofe in quanto esse sono indipendenti dagli esseri viventi per la loro nutrizione.
    Boletus edulis
    Le altre piante si denominano eterotrofe, ciò incapaci di nutrirsi da sole, limitandosi a trovarne prefabbricate, ad assimilarle.
    I funghi si classificano comunemente in MICROMICETI e MACROMICETI; sono questi ultimi, i cosiddetti funghi superiori che interessano il micologo dilettante, il cercatore buongustaio.
    I funghi comprendono numerosissime specie, inquadrate in Classi, Ordini, Famiglie, Generi; se ne conoscono più 100.000, la cui maggior parte è costituita da micromiceti che occupano una posizione primordiale nel ciclo biologico del nostro pianeta, sono diffusissimi, sfuggono alla nostra osservazione, sono invisibili all'occhio nudo, ma hanno un'importanza maggiore di quella alimentare o benefica dei funghi macroscopici, cio di quei funghi riconosciuti come tali dall'uomo profano.

    ALBERI, PIANTE ED ERBE "CURATIVE". Da tenere sempre conto anche delle infinite magie che contengono i vari alberi, piante ed erbe utili ad esempio per effettuare le veramente giuste tisane che regolano chissà quanto i corpi: che esistono "come natura", anche per esaudirci nelle nostre "attuali" necessità anch'esse, sono talmente precise, da non spiegare in nessunissimo modo perciò della maledizione della mortalità.
    Chissà quanti alberi, piante ed erbe infatti: servono per rendere adeguatamente gustosi i nostri cibi, per fare liquori, per "tirarci su", per fare le medicine, i cosmetici (soprattutto proprio anti invecchiamento) e tutto l'altro (o quasi), che ci vuole per vivere questa vita; e anche queste loro magie in ogni caso perciò ci porteranno al più presto all'immensità citata.

    ANIMALI, PIANTE E FRUTTI "APPOSTA" VELENOSI: A complicarci "più possibile" questa vita animalesca che abbiamo preferito "che abolisce i citati valori sacri che conteniamo", la natura ha scaturito perciò oltre che la "gente cattiva o di più o di meno", anche animali, piante e frutti "apposta" velenosi che "mordendoci o pungendoci", ci possono trasmettere malattie anche fatali o che possono divenire tali, se non adeguatamente medicate e curate: vipere, serpenti, rane velenose, mosche "zezè", zanzare "anofele (che "apposta" ve ne sono poche)", ed altri insetti, molluschi e funghi previsti velenosi da essa.
    * A questi ci dobbiamo difendere proprio in tutti i modi: e anche qui solo la forza della nostra buona volontà collaborazione, ci può salvare dalle loro conseguenze; evidenziandoci sempre anche questi perciò "che in ogni caso proprio tutto si può mantenere, prevenire e combattere in qualsiasi modo possibile (salvo i misteri)".

    DALLE "PROPRIO GIUSTE" SECUENZE E CARATTERI DEGLI ANIMALI E PIANTE: C'è subito da dire che, in qualche modo in natura vi sono stati e vi sono tuttora senz'altro proprio anche tutti gli animali possibili.
    Alcuni di questi animali hanno seguito anche "guarda caso, messo sempre tutto al punto giusto dall'occulto e natura (anche con le loro magie nere)", l'intera evoluzione dell'uomo e della Terra.
    L'estinzione dei dinosauri, degli altri grossi rettili e anche di certi grossi alberi e piante, ci fu infatti proprio perché la Terra cominciava a surriscaldarsi e l'uomo diveniva sempre più umano", per poter convivere e cibarsi con essi.
    Fu così sempre più possibile domare uomini, animali e prendere confidenza con tutto il resto della natura.

    DAL MISTERO DAGLI ANIMALI GRANDI CHE MANGIANO QUELLI PICCOLI E QUINDI, ANCHE DELLA LORO FINE: Il mistero principale di certi animali e degli esseri umani: rimane dunque sempre quello che essi si debbano per forza cibare di altri animali ed insetti più piccoli, deboli o "compatibili"; per poter vivere.
    Tali animali rispetto a quelli domestici ed altri di valore: sembrano in ogni caso essere scaturiti infatti con adeguata debolezza; per subire anche tale inevitabile trattamento; distruggendo per natura parte del relativo amore e sentimenti e spiegando perciò del fatto che tutti gli esseri viventi chissà perche debbano contenere per forza la maledizione della morte "ma che quindi volendo questa, si più benissimo combattere e risolvere !!!
    I ragni, le cavallette, i grilli e le farfalle sono tra gli insetti che capiscono Più possibile me e quindi anche gli altri.
    Essi sono dotati di un sesto senso, intuizione, telepatia e simili: molto migliori dei nostri; infatti fanno presto a capire delle nostre buona intenzioni e "volendo", fanno presto amicizia con noi.
    Le varie capacità di amicizia dei ragni, delle cavallette e delle formiche con l'uomo perche ci hanno dimostrato di voler avere proprio un rapporto decente con me ma che erano ridotte, impossibilitate e "dunque" che anche volendo; "attualmente" non possono affatto avere un normale rapporto con me a differenza degli esseri umani ...
    Ed anche le formiche con me si sono comportate più o meno come le cavallette.
    - Esse mi hanno dimostrato di essere "anche inevitabilmente" più forti possibili nel difendersi, nello stare attente a tutto, nell'amicizia con noi e praticamente in tutto il resto.
    Ed infine, osservando le capacità di altri generici insetti "detti inferiori" invece, questi mi hanno dimostrato di essere "proprio" adeguatamente scarsi, di non essere proprio affatto in grado di fare amicizia con noi; ed alcuni di questi "di essere proprio effettivamente" DA RIFIUTARE (come da sempre previsto) !!!
    - Quella prima maledizione invece, l'ho provata ad esempio dalle coccinelle, quando gi?a bambino io provavo in ogni caso dei bruttissimi effetti e sensazioni su quello che "nascondeva infine" la pura realtà delle cose: da quando mi era capitato che una coccinella, dopo che io ci avevo giocato a lungo; e poi senza accorgermi, girando essa si era impigliata gravemente sulla mia maglia di lana; io all'epoca non ero affatto riuscito a liberarla.
    ...E così essa, non ha potuto mai più liberarsi da quell'ingorgo !!
    - La stessa cosa provavo quando io trovavo cavallette, grilli, farfalle, ed altri insetti feriti; visto che non tutti potevano farcela a vivere "almeno ancora un po', se non tutta la loro giusta permanenza".
    Ed infine, provavo gli "adeguati" brutti effetti quando mi capitava "senza saperlo e come prova"; di eliminare certe formiche mosche, scarafaggi e simili.
    I brutti effetti "inevitabili" li provo sempre quando debbo cucinare inevitabilmente: "polli, galline, anatre, conigli, cozze, molluschi, pesci ed altro"; ed ho proprio paura che essi si possano rianimare ...
    ...E solo proprio nell'eliminare la fastidiosissime zanzare e topi, non proviamo nessun torto: ma solo il mistero del perche "anche" certi animali debbano vivere solo per fare danni, cattiverie, rischiare di darci malattie e similari; e quindi che debbano anch'essi per forza vivere per essere ammazzati appena possibile.
    Anche queste ingiustizie animali e piante per cui, dovranno terminare al più presto "per forza"; con la prevista apocalisse ...



    ANALIZZANDO DAI CANI E GATTI: Innanzitutto non si devono maltrattare cani e gatti, non abbandonarli e anzichè comprarli, adottarne uno presenti nei canili, all'EMPA ed in altre sedi simili. La vivisezione è utile per le ricerche, ma non bisogna affatto abusarne e approfittarsene ...

    Il cane Al miglior amico dell'uomo e piace perciò proprio a chissà quanti: nonostante il più delle volte, soprattutto per mancanza di un proprio terreno dunque; si è costretti a portarlo sempre fuori a fare i suoi bisogni (a differenza del proprio gatto).
    Questo con tutto il rispetto, proprio sporco fatto fa si inevitabilmente quindi che le persone si ritrovino per forza costrette "con qualunque fattore climatico", a subire questa vera e propria incredibilissima condanna: proprio una delle principali condanne per l'umanità..
    Questa condanna fa si che tali persone appassionate ai cani diventino perciò evitabilmente schiavi di essi: alimentando isterismo, ossessioni, intrattabilità che diventano anche proprio una malattia in proposito, ed altro (soprattutto le femminucce) ...
    Ed io ho proprio anche ben notato che per seguire in questo modo i loro cani "effettivamente" varie persone non possono allora seguire regolarmente soprattutto i propri figli e gli altri familiari: preferendo addirittura il raccogliere dei loro escrementi anzi che occuparsi di essi ...
    Infatti, chissà quante persone soprattutto per il difficile mantenimento dei loro cani: danno agli animali lo stesso diritto che hanno gli esseri umani, che NON POSSONO PROPRIO MAI AVERE visto anche il rispetto per gli animali citati, che ci devono per forza rimettere la propria vita; ed essi preferiscono proprio alimentare, curare e "addirittura" pulire anche i loro escrementi "anche effettuando spese astronomiche", anzichè occuparsi regolarmente dei propri figli (con prove "veramente gravi" pervenute anche a noi).
    - Ed ho notato anche che spesso tali persone trattano i cani con i cibi più costosi del tipo "carne di cavallo"; proprio rispetto ai cibi che acquistano per i propri familiari e parenti.
    QUESTO dunque, E' PROPRIO ESTREMAMENTE GRAVE E VERGOGNOSO !!!
    ...ED IO NON HO MAI CAPITO COME FACCIANO QUESTE PERSONE A SUBIRE E RACCOGLIERE FINO A SEI VOLTE AL GIORNO SEMPRE I LORO ESCREMENTI ...

    - L'intera capacità del nostro fisico e morale infatti NON POSSONO AFFATTO effettuare regolarmente le due cose; almeno che per il cane si ha un apposito terreno, giardino o similare ...
    Dopo la maledizione inserita nelle protuberanze del nostro uretra; vi dunque quella del cane da seguire tutte le volte che si deve mantenere per forza in quei modi ...
    E anch'esso dunque più usare chissà quante dannosissime conseguenze a tutte queste persone e agli altri che gli devono talvolta stare "per forza" appresso.
    Per tali motivi a me i cani non piacciono affatto ed i gatti invece mi piacciono tantissimo ...
    ATTENZIONE DUNQUE AD INSERIRE REGOLARMENTE IL VOSTRO AMICO CANE: SENZA QUESTA VERA E PROPRIA DANNOSISSIMA SCHIAVITU' E ALLE RAZZE PERICOLOSE ...

    Io preferisco perciò da sempre" i gatti soprattutto per il loro modo di giocare, di esserci amici e, forse al momento giusto, essere un traditore ...
    I gatti sono molto forti nel miagolare per comunicarci regolarmente i loro fabbisogni di cibo, affetto, amicizia, ANCHE PIU' POSSIBILE REGOLARE AMORE e per giocare adeguatamente con noi.
    Essi mi hanno anche regolarmente dimostrato di NON CONOSCERE ANCH'ESSI dell'imperfezione maleficissima di questa natura (senza volto): nel provare regolarmente prima "certe persone" e poi successivamente di RIFIUTARLE PROPRIO PIU' POSSIBILE (facendo all'occorrenza anche i traditori, ecc.) ...
    Ed inoltre li preferisco perche a differenza dei cani, non ci fanno vivere "proprio quasi continuamente" in mezzo ai loro escrementi: alimentando "anche inevitabilmente" cos?isterismi ed altri nostri comportamenti proprio anche "pessimi" ed "assurdi" (con prove) ...



    I DELFINI SONO NOSTRI AMICI E ANCHE CURATIVI, I LORO PIU' LINGUAGGI: Anche i delfini, sono gli animali tra i più cari nostri amici.
    E sempre possibile comunicargli e accarezzarli benevolmente.
    Ed oltretutto essi sono anche un'ottima terapia per i bambini disabili.
    I delfini utilizzano vari linguaggi tra cui addirittura anche il dialetto !
    Noi li abbiamo ammirati in questo solito loro modo di fare amicizia, all'Acquario di Genova.
    E nelle acque di Genova vi era anche il fantastico Delfino "Flipper": ammirato da chissà quanti visitatori all'anno (scomparso per cause naturali o per un incidente nautico).
    - Non si sa ancora tuttora il perché di preciso i delfini perdano facilmente il loro orientamento ...

    *** CAPITOLO DA FINIRE DI AMPLIARE: Per estinzione, squoiamento, altri maltrattamenti di animali, ed altro: VISIONARE IL MIO FORUM UNIVERSALE, NELLA RELATIVA SAZIONE : ***





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